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Attualità - Evidenza - Politica - QD - Regione - 12 Febbraio 2020

Campitello Matese, il commento di Patrizia Manzo alle dichiarazioni di Toma

 

Dopo l’approvazione all’unanimità della mozione in Consiglio regionale su Campitello Matese c’è da registrare quanto affermato dal Governatore Toma. “Il provvedimento adottato dal consiglio è fuorviante. Abbiamo già approvato una legge regionale – ha detto – che ristrutturasse l’intero comparto sciistico e le società che ne fanno parte, questo per evitare il fallimento di Funivie Molise. I comuni – ha continuato – hanno già fatto parte della gestione in passato, una gestione che ha prodotto perdite ingenti e che deve farci cambiare strada. La mia intenzione – ha evidenziato Toma – è quella di ristrutturare l’attuale gestione pubblica ma, al tempo stesso, avviare una exit strategy che metta la società sul mercato a favore dei privati. Quello del Consiglio regionale – ha concluso – è un orientamento che va verificato alla luce della legge regionale”.

A stretto giro, su queste parole, è arrivata la puntualizzazione della consigliera dei 5 Stelle Patrizia Manzo. “Il consiglio – ha spiegato – impegna il vertice della Regione a un indirizzo, chiaro e senza equivoci, da imprimere allo sviluppo delle stazioni sciistiche molisane, ma il presidente Toma pare non aver gradito la posizione espressa in aula dalla sua ‘maggioranza’.

Manzo, a questo punto, ha rispolverato gli atti relativi all’iter di approvazione della legge regionale n.2 del 2019. “Con quel provvedimento, esattamente un anno fa – ha evidenziato – si avviava il processo di fusione per incorporazione delle società Campitello Matese e Korai in Funivie Molise. L’8 febbraio dell’anno scorso – ha continuato elencando tappe, circostanze e atti – il presidente Toma, per evitare il fallimento di Funivie Molise, avviò la procedura per rendere appetibile la società, attraverso l’apporto patrimoniale consistente nelle infrastrutture (in capo alla Campitello Matese) e nel rifugio Jezza (nelle disponibilità di Korai Molise). Intervento che la Corte dei Conti – ha ricordato Patrizia Manzo – nella relazione di accompagnamento al giudizio di parificazione del rendiconto 2018, definisce ‘rischiosa’ perché configurerebbe ‘una oggettiva fattispecie di soccorso finanziario che avrebbe l’effetto di soddisfare in misura maggiore l’interesse dei creditori sociali rispetto all’interesse pubblico che invece deve essere posto a fondamento della decisione’. Ancora: i magistrati contabili – ha commentato Manzo alle dichiarazioni di Toma – evidenziano che l’operazione di fusione appare in contrasto con gli intenti di dismissione dichiarati, nonché con l’evoluzione della vicenda di Funivie Molise, che ha presentato un ricorso per concordato preventivo. Dall’ultima delibera di Giunta regionale del 7 febbraio scorso, con la quale si da nuovo impulso alla fusione, emerge che nessuno dei creditori si sia opposto alla decisione di fusione  entro il termine di legge fissato al 14 gennaio 2020. Neanche il sindaco di San Massimo in capo al quale, a seguito della mozione approvata ieri, dovrebbero ricadere le scelte di governance, la proprietà degli asset e la gestione dei fondi. Nelle conclusioni, il liquidatore della Campitello Matese (la cui relazione è allegata alla delibera del 7 febbraio scorso), dichiara che entro la fine del mese, quindi entro i prossimi 15 giorni, si potrà procedere alla fusione. E, a seguito di questa, adempiere definitivamente alla volontà espressa dal legislatore regionale nella legge n.2 del 2019. Il punto è che la normativa – ha sottolineato ancora la portavoce del MoVimento 5 Stelle – all’articolo1 sancisce espressamente che l’operazione sia tesa alla definizione di un nuovo modello di gestione della montagna molisana, di cui nessuno ha notizia. Infatti, nel suo intervento in aula, nel corso del dibattito propedeutico all’approvazione della legge di un anno fa, il presidente Toma non ha mai esplicitato la sua vision. Ma ha tenuto a sottolineare, in quella stessa sede, come fin dal maggio 2018 si fosse prodigato per convocare i sindaci dell’area del Matese e gli stakeholders per ragionare insieme sul futuro di Campitello”.

Ieri in aula, a distanza di 20 mesi – ha dichiarato Patrizia Manzo – nessun esponente della Giunta si è sentito in dovere di spendere mezza sillaba per illustrare la strategia del Governo regionale che, a questo punto, è lecito pensare non esista proprio. Non solo: viste le dichiarazioni rese al quotidiano regionale, sembra che Toma sia stato sconfessato dalla sua ‘maggioranza’, che ha votato compatta la mozione (tranne un fedelissimo che si è assentato dall’aula al momento giusto). Mozione basata completamente sulla proposta avanzata da 10 sindaci firmatari e dagli imprenditori turistici, relativa alla proprietà delle infrastrutture e, soprattutto, alla gestione di circa 8 milioni di euro, che dovrebbero finire nelle casse del Comune di San Massimo. Sempre che la mozione venga resa esecutiva. Alla luce di tutte queste azioni e reazioni – Ha concluso la Manzo – appare chiaro che Toma sappia cosa vuol fare della nuova società e l’idea che ha maturato a sostegno dello sviluppo delle stazioni sciistiche. Sarà il caso di renderla nota, anche alla sua maggioranza”.

Di red 7

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