Fiume Volturno a rischio esondazione. Situazione da allarme rosso a Roccaravindola dove, dopo i nubifragi ripetuti dello scorso autunno si è formato sul letto del fiume un blocco di sterpaglie, alberi e residui vari che mettono a rischio il corso del Volturno, con un pericolo di straripamento qualora venisse giù un’ondata di piena. Si tratta di una sorta di piccola diga naturale formata da alberi e sterpaglie portate dalle acque in piena che si sono bloccate sotto il viadotto di Roccaravindola e potrebbero mettere ad alto rischio di esondazione il Volturno con pericolo per l’abitato di Roccaravindola.

Il sindaco di Montaquila Marciano Ricci ha più volte chiesto l’intervento delle autorità preposte alla pulizia dell’alveo ma finora non è stato fatto nulla, con il pericolo che incombe su una frazione, quella di Roccaravindola, che già, in passato ha conosciuto le tragiche conseguenze dell’esondazione del Volturno.

Fare una corretta manutenzione e pulizia del fiume si deve tradurre con la pulizia dei suoi argini che devono restare liberi da tronchi, rami, detriti, massi e qualsiasi altra cosa possa influire negativamente sul naturale flusso delle acque.

Una pulizia che non deve significare azzerare il territorio, in quanto sconvolgerebbe a livello ecologico il suo equilibrio, ma che operi consapevolmente e in modo mirato onde rispettare (ed eventualmente reintegrare) tutti quei naturali elementi stabili che sono necessari per il contenimento del flusso dell’acqua.

La messa in sicurezza dei fiumi dovrebbe riguardare la autorità preposte a livello regionale e questa dovrebbe prevedere una calendarizzazione degli interventi di pulizia necessari a liberare l’alveo di ostruzioni che ne limitino la portata.

C’è moltissimo da fare per rendere sicuri al massimo i nostri fiumi incominciando dal prendere coscienza di quella educazione ambientale che difetta nella gran parte degli italiani.

Politiche appropriate che prevedano il ripristino degli alvei dei fiumi che attraversano zone considerate a rischio, sarebbe opportuno inaugurarle il prima possibile onde evitare che si ripetano quei disastri che costano sia in termini di risorse economiche sia in termini di viteumane.

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