Home Attualità Caso Vicky: il giallo del fanale di Panda ritrovato in mare prima dell’auto

Caso Vicky: il giallo del fanale di Panda ritrovato in mare prima dell’auto

C’è un pezzo di fanale, ritrovato nelle acque del porto di Termoli, che potrebbe raccontare molto sul giorno esatto in cui l’auto di Vicky è finita in mare. Il 19 dicembre, proprio nel pomeriggio in cui sono iniziate le ricerche in mare dei sommozzatori dei vigili del fuoco, mentre al circolo nautico del molo sud alcuni soci tiravano su un’imbarcazione, è saltato fuori anche il pezzo di un fanale di un’auto. Quel giorno al molo c’era un via di carabinieri e c’erano i sommozzatori. Uno dei soci del circolo allora ha pensato che quel fanale potesse servire alle ricerche e lo ha consegnato ai militari. Il fanale inizialmente era stato scambiato per quelli usati per la pesca subacquea: tra gli scogli al porto ce ne sono diversi. Ma da una ricerca su internet del codice seriale ancora visibile sul pezzo ritrovato, fatta nell’immediatezza della scoperta, è risultato che il fanale appartenesse proprio al modello di auto Fiat Panda, immatricolata a quanto pare nello stesso anno della macchina di Vicky. Difficile che possa rattarsi di una coincidenza secondo la gente che frequenta il porto e il molo, dove capita spesso di trovare pezzi di fanali da pesca, ma decisamente raro imbattersi in quelli di un veicolo. Il fanale è stato ripescato a pochi metri dal punto in cui è stata ritrovata l’auto un mese dopo. Può essere proprio quello della Panda rossa? E’ stato acquisito dai carabinieri e fa parte del fascicolo aperto dalla Procura per istigazione al suicidio, a carico del compagno di Vicky, 56enne di Termoli. Al perito che si occupa degli accertamenti sull’auto il compito di capire se sia proprio un pezzo mancante dell’auto della donna, ripescata senza nessuno dei due fanali anteriori. Intanto sulla morte di Victorine Bucci, non c’è ancora nessun punto fermo. Si aspettano i primi risultati dell’autopsia effettuata dall’equipe del professor Francesco Introna che ha potuto finora solo escludere la presenza sul corpo di ferite da arma da fuoco o da taglio. Si è concluso anche l’accertamento irripetibile sulla Panda rossa ripescata nelle acque del porto. L’ingegnere Giovanni Russo di Lucera, esperto di cinematica, per due giorni ha fatto verifiche e controlli sull’auto con lo scopo di chiarire i tanti misteri che ancora conserva. Accertato che avesse entrambi i finestrini anteriori completamente abbassati e la terza marcia inserita. Sulla chiave se fosse inserita in posizione di spegnimento o di accensione ci sono ancora molti dubbi, che solo il perito potrà chiarire nella sua relazione finale. Tutti concordi nel ritenere che l’auto non abbia avuto un forte impatto prima di finire in acqua. Gli airbag non si sono aperti, le sospensioni sono integre, come pure la coppa dell’olio. Così come anche il telaio, nonostante non si sia più trovato il paraurti anteriore. Solo la ruota anteriore destra presenta un urto, che potrebbe essere compatibile con un piccolo incidente. C’è anche l’ipotesi che l’auto possa essere salita dalla parte in cui, alla fine del molo sud, lo scoglio è più basso. Per questo il perito era stato nuovamente sul posto: con un’altra Panda è stata fatta una simulazione pratica. Restano ancora molte perplessità sulla caduta dell’auto di Vicky proprio da quella parte del porto, ma ancora nulla è stato escluso. Il ritrovamento del fanale, compatibile con quello di una Panda, proprio a poca distanza dal punto in cui è stata ripescata la macchina di Vicky, qualche elemento in più potrebbe darlo.

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