Hanno cominciato a sfilare lungo la statale 85, all’incirca verso le nove, occupando tutta la sede stradale e bloccando per circa tre ore il traffico da e per Campobasso-Roma-Napoli. Ma la rabbia e l’esasperazione dei lavoratori Unilever oggi era incontenibile, non si può chiudere così, all’improvviso, uno stabilimento che, ancora oggi, ha i migliori standard europei. Unilever, la multinazionale anglo-olandese sul banco degli accusati, anche perchè, come ha riferito qulcuno tra i dipendenti, l’industria di Pozzili sarebbe uscita dalla Spa madre e sarebbe stata trasformata in una Srl. Poi, l’ammodernamento delle linee produttive è stato deciso solo per lo stabilimento in Lombardia. La verità è che, senza agevolazioni contributive e con una rete dei trasporti e ferroviaria, inadeguata e fatiscente, come quella molisana, produrre a Pozzilli costa più che produrre in Lombardia. In Molise, sempre a detta dei manifestanti, invece di investire su strade e ferrovie si è deciso di investire sui tratturi. Insomma vecchie storie e vecchie polemiche che oggi sono affiorate tra gli slogan lanciati da un corteo composto dagli operai Unilever, dai sindaci, dal presidente della Provincia, dai dipendenti Neuromed e da tanti studenti che hanno voluto sfilare insieme ai loro genitori. L’Unilever oggi vale 500 posti di lavoro, tra diretti e indotto, il Molise non può perderli. Intanto durante la manifestazione è arrivata la notizia della convocazione di un tavolo ministeriale, il 6 febbraio a Roma, per i sindacati un segnale di speranza.

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