Lucio Pastore, inizialmente indagato per omicidio colposo, è stato rinviato a giudizio per abbandono di persona. La storia inizia la mattina del 27 gennaio 2017, quando una 77enne di Sant’Agapito, accusa un malore e viene portata al Pronto Soccorso del Veneziale. Il medico responsabile di turno, dà il via a tutta una serie di accertamenti preventivi, tra cui Tac, esami vari ed analisi. Alle 14 prende servizio il dottor Lucio Pastore. Nel pomeriggio, mentre la donna è ancora in attesa di completare tutti gli esami previsti dal protocollo, le sue condizioni si aggravano improvvisamente e muore per collasso cardiocircolatorio. I suoi parenti presentano un esposto alla magistratura, lamentando la mancata assistenza prestata alla loro familiare e viene così aperta un’indagine per omicidio colposo. Per Oreste Scurti, non esiste, neanche lontanamente, alcuna responsabilità di Pastore: ”Il mio cliente è totalmente innocente, la paziente è stata ricoverata quando lui non era in servizio ed erano stati avviati tutti gli accertamenti previsti. L’anziana donna è morta per un collasso cardiocircolatorio, quindi una causa naturale, né vedo come Pastore avrebbe potuto fare qualcosa di diverso, dall’aspettare l’esito degli esami per decidere quale terapia adottare. Smonteremo tutto in aula”.

Potrebbe interessanti anche:

Sanità, sulle partite iva scede in campo la Fials: “Intervenga il Parlamento”, chiede il sindacato

Il tema delle assunzioni rappresenta la questione centrale del sistema sanitario regionale…