I conti non tornano ai dipendenti e ai sindacati dello stabilimento Unilever di Pozzilli. Da sempre si impegnano per garantire la massima efficienza e abbassare i costi. Ma a quanto pare tutto questo non basta per garantire un futuro tranquillo. Anzi, con il passare dei giorni le preoccupazioni anziché diminuire aumentano tra i circa 200 lavoratori fissi e interinali, e tra le 270 persone che operano nell’indotto. Durante il confronto nella sede della Confindustria di Campobasso, l’azienda non ha fatto nulla per spazzare via i dubbi sulla possibile chiusura dello stabilimento, né si è pronunciata sugli investimenti legati all’innovazione previsti dal progetto industria 4.0. Per questo oggi si è deciso di proclamare 8 ore di sciopero per ogni turno di lavoro. L’adesione è stata pressoché totale. Impiegati e addetti alla produzione non sono entrati. Al di là dei mancati investimenti sull’innovazione dello stabilimento, ci sono anche altre voci a preoccupare i sindacati. Si teme che una parte della produzione dello stabilimento di Pozzilli possa essere dirottata verso un’azienda terza nel nord Italia. Oltre allo stato d’agitazione, i sindacati hanno proclamato il blocco dello straordinario e della flessibilità. Mentre in caso di mancata convocazione di un tavolo di crisi aziendale nazionale da lunedì si sciopererà a oltranza.

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