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Attualità - Evidenza - Politica - Regione - 18 Gennaio 2020

Gam, gli operai chiedono alla politica di rispettare gli impegni e gli accordi presi

La cassa integrazione ottenuta fino a novembre del 2020 per 220 lavoratori della Gam è un risultato, ma gli stessi ribadiscono che non è la soluzione dei problemi. Dopo il passo indietro di Amadori, con al momento 40 persone che lavorano all’incubatoio da un anno, chi dopo sei anni di una vertenza complessa e difficile oggi vive ancora con gli ammortizzatori sollecita la parte politica a concretizzare le promesse e prospettive e quanto è negli accordi presi. “La cassa integrazione – dice Mario Izzi, operaio Gam – termina e sarà l’ultima, quindi entro novembre la Regione deve dare seguito a quanto messo nero su bianco per quanto ricguarda ricollocazione, prepensionamento, accompagnamento al lavoro. L’azienda è stata chiusa dalla politica – ha continuato – ed è la politica ad avere il dovere di agire e trovare una soluzione che non siano gli ammortizzatori”

Mario Izzi, che con altri suoi colleghi da anni si batte per la vertenza, tiene a precisare alcune cose e chiede che venga presa in considerazione anche l’apertura da parte della Tripla A la quale sarebbe pronta a gestire il macello. Izzi si rivolge direttamente alla politica: “E’ giusto che tutti abbiano la possibilità di lavorare, tutti, ed è giusto avviare progetti inclusivi, ma – agiunge – perchè per alcune categorie sì e per noi della Gam no? Perchè non si dà seguito a quanto formalizzato in precedenza? Noi vogliamo lavorare, riacquistare la dignità di uomini e quindi vogliamo che la politica non prometta ma agisca”.

Intanto martedì pomeriggio alle 16.30, a Bojano, i lavoratori si riuniscono ancora in attesa di una convocazione da parte della Regione.

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