Fiscalità di vantaggio, l’Emilia-Romagna ha appena stanziato 15 milioni di euro per le imprese di Montagna. Il sindaco di Capracotta Paglione, che l’ha sempre chiesta per le zone interne del Molise, afferma: «È un esempio incoraggiante, da anni ci battiamo per questi temi, ma quando sarà la volta del Molise?»

La notizia non è da prendere sottogamba. L’Emilia-Romagna ha annunciato lo stanziamento di 15 milioni per tagliare o azzerare l’Irap per le imprese di montagna.

Si tratta di un piano di investimenti per la messa in sicurezza e la viabilità del territorio appenninico sostenuto da una parte significativa dei 360 milioni di euro liberati dal recente accordo Stato-Regioni; una proposta di riordino territoriale che riconosca alle Province le risorse necessarie per esercitare le funzioni previste. L’annuncio è stato dato durante la Conferenza regionale della montagna, dove è stato ricordato come la montagna sia sempre stata al centro delle politiche regionali perché, va detto, vivere e lavorare in montagna non è la stessa cosa che farlo in pianura, per cui le difficoltà vanno riconosciute e compensate affinché tutti i cittadini abbiano davvero pari diritti e pari opportunità.

Dunque, a bilancio vanno 15 milioni per questi scopi, per attuare – cioè – quella che si chiama fiscalità di vantaggio, attraverso una diminuzione dell’Irap di almeno un terzo per le imprese che già lavorano in montagna e l’azzeramento per un minimo di tre anni per quelle che vogliono avviare un’attività.

Anche i meccanismi di attuazione sono molto semplici: si tratta di uno sconto fiscale da applicarsi automaticamente e senza burocrazia per sostenere quella rete di piccole imprese ed esercizi commerciali, quali bar, negozi di alimentari, botteghe artigiane, che sono il tessuto economico e sociale che, nei fatti, tiene viva una comunità. Serve per combattere abbandono e spopolamento e dare nuove opportunità di lavoro soprattutto ai giovani. Anche perché abbandono e spopolamento sono tra le concause di quel dissesto idrogeologico che rappresenta uno dei mali storici dell’Appennino.

«Concetti che sono da sempre i nostri temi» sottolinea il sindaco di Capracotta Candido Paglione. Che poi aggiunge: «Dobbiamo passare da una visione museale a una visione produttiva della montagna, per questo ricordo, che non c’è giustizia sociale senza una legislazione che tenga coconto delle differenze che esistono tra i territori. La legge è uguale per tutti (i territori) quando tutti (i territori) sono uguali. Quando ciò non è – cioè non tutti i territori sono uguali – allora occorrono leggi diversificate, prevedendo correttivi per i territori più svantaggiati. Così e solo così si crea giustizia sociale. Questo è il ragionamento che sta alla base della richiesta di una cosiddetta fiscalità di vantaggio anche per i territori montani della regione Molise». Intanto, la Strategia Nazionale per le Aree Interne torna nel bilancio dello Stato con 90 milioni di euro e per la prima volta arrivano contributi per le imprese e le attività di privati in questi territori. È passato, tra l’altro, il concetto che non c’è sviluppo senza sostegno alle aziende e agli esercizi commerciali nelle zone rurali e montane. edg

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