Venafro, un guasto al generatore della dialisi, al Santissimo Rosario, da una decina di giorni, sta costringendo i pazienti in terapia a recarsi al Veneziale di Isernia. L’allarme è stato lanciato da Filomena Calenda, che chiede interventi risolutori per la dialisi del Santissimo Rosario, soggetta a guasti frequenti, essendo oltremodo pesante, per i pazienti in cura, subire lo stress della terapia, insieme alle difficoltà insite nel viaggio di andata e ritorno da Isernia. Ma insieme ad una notizia negativa, ce n’è anche qualcuna positiva, infatti da qualche giorno è arrivata a Isernia una nuova e moderna Tac, a 128 strati, che affiancherà quella attualmente in servizio nel reparto diretto dal primario Gianni Di Pilla.

Intanto, continua il duello sui media tra il Commissario Giustini e il Presidente Toma. Il generale, proprio ieri, ha parlato della sua segnalazione alla Corte dei Conti per il mancato trasferimento nei conti della Sanità regionale di ben 27 milioni relativi alle sovrattasse comminate ai molisani a causa del deficit costante del comparto sanitario. Sotto accusa i governi regionali che non lo avrebbero fatto negli anni dal 2015, al 2018.

E qui è arrivata la replica di Donato Toma, che ha detto: per i 4,2 milioni del 2018, abbiamo provveduto a deliberare il trasferimento della somma richiesta nel capitolo delle spese correnti della Sanità. Per gli anni precedenti, dobbiamo trovare una soluzione perchè, continua Toma, nasce tutto da un equivoco di fondo e cioè che, con il denaro ricavato dalla fiscalità aggiuntiva, è stato pagato il mutuo contratto a sua tempo proprio per ripianare il deficit della Sanità regionale. Oggi il Commissario Giustini e il Tavolo Tecnico ci dicono che non si poteva fare, i soldi dovevano andare alla spesa corrente della Sanità e non al mutuo per pagare il deficit sanitario. Ma ce lo dicono adesso. Il mio governo, per il 2018, ha trasferito i 4,2 milioni richiesti, ma per il passato, ovvero per quanto fatto dal precedente governo regionale, bisognerà trovare delle soluzioni, anche se, ad onor del vero, sottolinea Toma, il precedente governo ha agito così in base ad una legge regionale del 2007, mai impugnata da Roma, che autorizzava lo spostamento dei fondi dalla spesa corrente ai mutui.

Fin qui la risposta a Giustini, ma Toma, ne approfitta anche per smorzare la tensione intorno a Ostetricia ed Emodinamica, a Isernia e Termoli, che dovrebbero chiudere con il nuovo Pos. «Ci stiamo battendo, nell’ambito del nuovo Patto per la Salute, per rivedere i parametri numerici della normativa corrente e sono fiducioso – chiude il governatore – sulla possibilità che entrambi i servizi, di Emodinamica ed Ostetricia, restino in funzione a Isernia e Termoli, speriamo di farcela».

E lo sperano anche a Isernia, dove si punta ad arrivare comuque a cinquecento parti entro la fine dell’anno, qualche giorno fa si era arrivati a quota 485, la cicogna deve fare decisamente gli straordinari in queste ultime ore del 2019.

Potrebbe interessanti anche:

Trovato senza vita nel lago il corpo di Lucio Grasso, ex portiere del Riccia

Dopo 48 ore di ricerche è stato ritrovato senza vita il corpo di Lucio Grasso, il pescator…