I tre camion, di proprietà della ditta Lemar, dei fratelli Ciampittiello, furono incendiati nella zona industriale di Sessano del Molise la notte tra il 16 e il 17 marzo. Le indagini – coordinate dal procuratore capo Fucci, dirette dal sostituto Iannitti e condotte dai Carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Isernia – hanno permesso di individuare i responsabili. Sono un imprenditore di 45 anni e due pensionati, tutti residenti in provincia di Isernia. L’inchiesta ha permesso di scoprire anche il movente: l’imprenditore non voleva che i Ciampittiello partecipassero a un’asta giudiziaria, dove era stato messo in vendita un suo immobile. Alle vittime era stata spedita anche una lettera contenente minacce e un proiettile. Su disposizione del gip Sicuranza, il principale indagato è finito ai domiciliari, mentre per i due complici è scattato l’obbligo di firma. Nei loro confronti sono stati ipotizzati i reati di incendio doloso, tentata estorsione e turbata libertà degli incanti. Durante le indagini i carabinieri hanno prima intercettato le vittime, poi hanno concentrato l’attenzione sul principale indagato, mettendo in campo intercettazioni ambientali e ascoltando diverse persone informate sui fatti. Infine la conferma dalle celle telefoniche. I tre indagati quella notte erano tutti lì.

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