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Apertura - QD - Regione - 5 Dicembre 2019

Sentenza Consulta sul commissario sanità, è polemica tra maggioranza e opposizione

di ENZO LUONGO

La sentenza della Consulta che dà ragione alla Regione Molise e dichiara illegittima la norma che sanciva l’incompatibillità tra le cariche di presidente della Regione e commissario della sanità accende lo scontro tra maggioranza e opposizione in regione.

Il centrodestra incassa il risultato ed esulta. “Il verdetto della Corte costituzione mette fine ad una diatriba che aveva innescato il Movimento 5 stelle –dice il consigliere Nico Romagnuolo -. Il fatto stesso che tecnici inviati da Roma potessero gestire il complesso sistema sanitario molisano, non conoscendo nulla del territorio, la dice lunga sulle capacità politiche di chi si erige a paladino del popolo. Ora – chiude Romagnuolo – torni tutto nelle competenze del presidente della Regione, al quale i molisani hanno dato fiducia”. Per la parlamentare di Forza Italia Annaelsa Tartaglione invece la decisione della Consulta sancisce il “primato della democrazia”. “Abbiamo condiviso sin dall’inizio questa importante battaglia – afferma la deputata azzurra – speriamo che ora si apra una fase nuova per la sanità molisana”.

Alle parole degli esponenti del centrodestra risponde dal Movimento 5 Stelle il consigliere Fabio De Chirico secondo il quale si tratta di affermazioni”fasulle”.

Il vizio contestato sarebbe di forma e non di merito. La sentenza – sono le parole dell’esponente dell’opposizione – dice che la norma in questione è del tutto estranea rispetto alla materia disciplinata dalle disposizioni originarie del decreto stesso. È quindi la violazione dell’articolo 77 della Costituzione, ‘per difetto di omogeneità’, il motivo per cui la Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale e nessun altro”. “Questa sentenza – è ancora De Chirico a parlare – non fa decadere i commissari. C’è un’altra delibera del governo di nomina, peraltro impugnata al Tar con udienza fissata a febbraio, fatta in virtù di una norma modificata da questa costituzionalmente illegittima ma che, se serve, può essere sanata con altra norma, stavolta conforme alla Costituzione”. Insomma per i 5 Stelle la partita è “ancora tutta aperta”.

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