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Apertura - Attualità - Evidenza - QD - 3 Dicembre 2019

Sanità, rivedere il “Balduzzi” o salta tutto

Notizie buone e notizie cattive per la sanità molisana. Quelle buone sono due. La prima è che è già operativa la Stroke Unit regionale al Cardarelli di Campobasso, la seconda riguarda l’ospedale di Agnone.

Infatti c’è stato un incontro a Roma, presso la sede del ministero della Salute, servito ad esaminare problematiche e dubbi che attanagliano l’intera popolazione altomolisana, giustamente spaventata da quella che potrebbe essere una riconversione del proprio ospedale in “ospedale di comunità”. Un incontro che, oltre al sindaco Marcovecchio e all’assessore Amicarelli, ha visto la partecipazione anche dei commissari alla Sanità Giustini e Grosso, i quali, sembrano aver finalmente compreso le istanze di un territorio.

Il tutto grazie alla sapiente regia del viceministro alla Sanità, Pierpaolo Sileri, che, da perfetto conoscitore della situazione esistente, è infatti un medico che ha lavorato ad Agnone, è riuscito a fare sintesi, suggerendo una situazione che – oggi – lascia “scaramanticamente” positivi gli amministratori di Agnone, afferma il sindaco.

Si dovrà per questo lavorare per operare una modifica alla bozza di POS, prevedendo e confermando per il “San Francesco Caracciolo” la dicitura di ospedale di Area disagiata che, però, diversamente da quanto accaduto in precedenza, fornisca effettivamente i servizi necessari.

Nel frattempo, bisogna reperire medici e personale sanitario che abbia voglia di venire a lavorare ad Agnone. Magari aiutandoli anche con benefit individuati dal Comune di Agnone e dagli altri centri interessati.

E se Agnone punta ad una modifica del Pos, c’è chi, come Nicola Felice, del Comitato San Timoteo, lancia l’allarme, sostenendo che dal Patto per la salute, in discussione giovedì a Roma, alla Conferenza Stato Regioni, manchi l’articolo 16, che prevedeva la possibilità di rivedere il famoso decreto Balduzzi, la norma che ha distrutto la sanità pubblica molisana.

Per questo Felice lancia l’appello a Toma e ai parlamentari molisani per remare tutti nella stessa direzione e far reinserire nel Patto l’articolo che dà la possibilità di revisione del Balduzzi.

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