Ore di tensione ed attesa a Monteroduni dopo la sentenza con cui il Tar Molise ha annullato l’elezione del sindaco Custode Russo. Quest’ultimo si mostra abbastanza sereno, è convinto che il Consiglio di Stato accerterà quello che lui definisce un mero errore materiale e attende fiducioso, al Comune, la decisione che il Consiglio di Stato prenderà i primi giorni della settimana entrante, quando dovrà esprimersi sulla richiesta di sospensione della sentenza che i suoi legali Di Pardo, Scapillati e Latessa presenteranno nelle prossime ore. Se dopo la bocciatura del Tar, anche il Consiglio di Stato rigetterà la loro richiesta e rimanderà tutto al giudizio di merito, verrà nominato immediatamente un commissario prefettizio che amministrerà il Comune, ipotesi che Custode Russo definisce drammatica.

Ma questa è la realtà, perchè il Tar Molise ha accolto in pieno le richieste degli avvocati Massimo Romano, Pino Ruta e Margherita Zezza che hanno vinto, assistendo i loro clienti ricorrenti in un procedimento seguito con grande attenzione, alla luce delle polemiche e delle tensioni che avevano accompagnato la proclamazione del sindaco Russo, avvenuta in piena notte tra mille contestazioni e con un solo voto di scarto. Una vicenda davvero particolare per la sua singolarità.

E torniamo a quel26 maggio di quest’anno, quando la lista del sindaco uscente Custode Russo si era imposta per un solo voto (696 a 695) sulla lista capeggiata da Nicola Altobelli.

Decisiva per la sentenza, secondo il Tar, la mancata corrispondenza tra il numero dei votanti e il numero delle schede scrutinate nella seconda sezione, l’unica che aveva visto prevalere il sindaco uscente. «Dal Verbale delle operazioni della sezione n. 2 dice la sentenza del Tar si riscontrano 527 schede scrutinate a fronte di soli 526 elettori votanti: il dato non può essere considerato come un mero errore materiale atteso che esso, al contrario, rileva che, ai fini della regolarità delle operazioni elettorali è necessaria l’esatta correlazione tra le schede degli elettori votanti e le schede scrutinate». Inoltre prosegue la sentenza «La somma tra le 527 scrutinate + le 143 non vidimate + le 181 vidimate, sviluppa un totale di 851 schede, superiori di una unità rispetto alle 850 consegnate dalla Prefettura».

I legali di Russo nelle loro memorie giustificavano la vicenda del voto in più come un mero errore materiale, legato alla scheda di una votante austriaca residente a Monteroduni e che aveva diritto al voto come cittadina appartenente alla Comunità Europea. Il voto della cittadina austriaca sarebbe stato conteggiato solo in una lista elettorale aggiunta.

Insomma un bel giallo con un quiz di matematica su cui si pronuncerà il Consiglio di Stato, intanto Custode Russo – interpellato da Telemolise – ha detto che prima di traslocare vuole attendere la decisione di Palazzo Spada sulla richiesta di sospensione. Vedremo che succede.

Potrebbe interessanti anche:

A Civitanova torna la “coppa” con carne e patate

Il 19 e 20 agosto a Civitanova del Sannio torna l’evento “Carne e patate sott alla coppa”.…