Home Apertura Il Punto Nascita di Termoli resta aperto: il Consiglio di Stato respinge il ricorso

Il Punto Nascita di Termoli resta aperto: il Consiglio di Stato respinge il ricorso

Il Punto Nascita di Termoli non chiude. Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso presentato dalla struttura commissariale e dal Ministero contro l’ordinanza del Tar Molise che a luglio aveva sospeso il provvedimento con cui si era deciso di chiudere improvvisamente il reparto di Ostetricia Ginecologia del San Timoteo. Nella battaglia legale tra territorio del Basso Molise da un lato e Commissari e Asrem dall’altro, nel giro di pochi mesi questi ultimi incassano due sconfitte. Ora c’è attesa per l’8 aprile del 2020 quando il Tar Molise entrerà nel merito della sospensiva, ma i presupposti per la conferma, a questo punto ci sono tutti. C’è stato un accoglimento integrale delle motivazioni portate avanti dai Comuni e dalle mamme in dolce attesa che si erano costituite in giudizio, ritenendo invece infondati i motivi del ricorso. Nell’ordinanza depositata a Palazzo Spada i giudici intanto hanno confermato la piena competenza del Tar Molise sulla materia, nell’appello presentato dal Ministero infatti si sosteneva che la materia fosse di competenza del Tribunale amministrativo del Lazio. I giudici hanno tenuto presente che le criticità che avevano portato alla chiusura sono in via di superamento, riconoscendo sopra ogni cosa il diritto alla salute delle mamme, a cui con la chiusura improvvisa del reparto, non era stata fornito un percorso di assistenza alternativo e sicuro. Nell’ordinaza si aprirebbe anche un varco sul limite delle 500 nasce previste dal decreto Balduzzi, aspetto che i legali ora potranno approfondire. Hanno espresso enorme soddisfazione gli avvocati Vincenzo Fiorini, Vincenzo Iacovino e Silvio Di Lalla che hanno difeso i Comuni del Basso Molise insieme a Massimo Romano: “E’ stata riconosciuta la legittimità e la fondatezza di una battaglia partita dal basso. Questo deve far ben sperare anche per altri diritti che si devono far valere nella nostra regione – ha affermato Vincenzo Fiorini – Quando si è uniti e compatti i risultati si ottengono” ha concluso. Resta l’amarezza invece per la mancata costituzione in giudizio della Regione al fianco dei Comuni e delle mamme, e rabbia per la decisione dell’Asrem di costituirsi parte civile, contro dunque il territorio del Basso Molise. “Una scelta scandalosa” l’ha definita Laura Venittelli che in Consiglio di Stato ha difeso le mamme di Termoli, “vuol dire che alla Regione di questo territorio non importa nulla”. “Abbiamo portato avanti una battaglia giudiziaria per il diritto alla salute, ringrazio tutti quelli che ci hanno creduto e che ci hanno messo la faccia – ha continuato la Venittelli – e chi dice che non c’è sicurezza sotto i 500 parti, non dice una cosa vera. Il diritto alla salute si garantisce con la sanità di prossimità” ha concluso l’avvocato. Soddisfatto anche il sindaco di Termoli, che per primo bisogna riconoscerlo, ha avviato e creduto nella battaglia legale: Il Punto Nascita del San Timoteo non si tocca, mai consentiremo a strane logiche di non tenere conto dei diritti dei cittadini” ha dichiarato. “Il popolo del Basso Molise ha vinto contro i poteri forti” ha invece sostenuto la consigliera regionale Aida Romagnuolo aggiungendo che “ora bisogna rivedere il decreto Balduzzi”. Ha espresso soddisfazione anche la deputata di Liberi e Uguali Giuseppina Occhionero Il diritto alla salute – ha sottolineato – non può essere ridotto ad un semplice fattore numerico. Continueremo la nostra interlocuzione con il ministro della Salute, Roberto Speranza, affinché anche per i molisani il diritto alla salute e alla sanità pubblica di qualità venga riconosciuto alla pari degli altri cittadini italiani”.

 

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