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Apertura - QD - Regione - 11 Settembre 2019

Regione, caos nel centrodestra. Iorio e Aida Romagnuolo lasciano la maggioranza, Toma tira dritto

di GIOVANNI MINICOZZI

Picche e ripicche tra alcuni esponenti di centrodestra in consiglio regionale e così è cominciata la stagione dei veleni.
Michele Iorio e Aida Romagnuolo hanno disertato ben due riunioni di maggioranza con l’intento di sollecitare una verifica politica circa le iniziative da intraprendere per rilanciare l’economia e l’occupazione e per riequilibrare sia la composizione della giunta sia i vertici dirigenziali della Regione nel segno della discontinuità dal precedente governo Frattura.
Il presidente Donato Toma, invece, non ritiene di mettere mano sull’esecutivo scaturito, ha detto, da equilibri nazionali tra i partiti della coalizione Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia e, dunque, nell’immediato la verifica politica non ci sarà.
Inevitabili le conseguenze e la frattura nella maggioranza con Michele Iorio e Aida Romagnuolo che nell’ultima riunione del consiglio regionale hanno votato contro le proposte del governatore e forse cosi faranno per il proseguo della legislatura. Al fianco di Donato Toma restano, invece, dieci consiglieri regionali con lo stesso governatore che rappresenta l’undicesimo su un totale di ventuno eletti a palazzo d’Aimmo. Numeri risicati che mettono a rischio la stabilità politica e amministrativa .
Intanto però, arrivano le prime reazioni dal Presidente Toma che ha chiesto e ottenuto dall’aula il rinvio in II commissione della proposta di Legge di Michele Iorio, già licenziata all’unanimità dalla commissione stessa, concernente l’albo unico della mobilità per i dipendenti delle società partecipate. La normativa, se approvata, favorisce specifici programmi di riqualificazione e ricollocamento anche all’interno del sistema regionale degli ex lavoratori delle partecipate finiti nella disperazione per fallimento delle società pubbliche come Gam e zuccherificio, ma non solo. Aziende queste prima chiuse dal governo Frattura e poi fallite bruciando un patrimonio pubblico di qualche centinaio di milioni di euro.
Donato Toma ha motivato la richiesta di rinvio in commissione per il dubbio di una probabile impugnativa della legge da parte del governo Conte. Naturalmente il dubbio del presidente è legittimo ma purtroppo a pagare sulla propria pelle l’ennesimo rinvio di una legge, licenziata dalla commissione il 5 giugno scorso, sono gli ex lavoratori delle aziende pubbliche, Gam e zuccherificio in primis.
È da registrare, infine, la dura nota di Aida Romagnuolo che parla di ricatto ed estorsione:

“Il Molise ha bisogno di lavoro e di sanità efficiente – ha detto la Romagnuolo – mentre invece si continua solo a parlare e a fare i furbetti. La regione -ha continuato – sprofonda ogni giorno di più e la mia idea di difenderla si scontra con chi dichiara che sono fuori dalla maggioranza. Questa dichiarazione se fosse vera avrebbe il sapore di un ricatto, sembra quasi una estorsione. Noi veniamo pagati per risolvere i problemi dei molisani – ha concluso la Romagnuolo – e non iper creare problemi ai cittadini, ovvero ad istigarli ad andare via dai loro comuni”.

Insomma il tempo della resa dei conti e’ arrivato.

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