Il ‘salvataggio’ del Pronto Soccorso di Agnone porta anche il nome di due medici, Ettore e Andrea Iavicoli, figli di Nicola, l’indimenticabile primario di chirurgia del Caracciolo che fece diventare un’eccellenza della sanità regionale il reparto da lui diretto. Andato in pensione, Nicola Iavicoli è sempre rimasto legato ad Agnone ed oggi i suoi due figli, entrambi medici, su richiesta del loro amico d’infanzia, il consigliere regionale  dei Cinque Stelle Andrea Greco, hanno dato la loro disponibilità a prestare servizio al Caracciolo per mantenere in funzione il Pronto Soccorso, 24 ore su 24. Una bella storia che potrebbe riservare anche ulteriori sviluppi. Infatti il papà, Nicola, contestualmente si è dichiarato anche disponibile a rimettere in funzione il reparto di Chirurgia, attraverso una convenzione specifica con l’Asrem. Una prospettiva che significherebbe riportare il Caracciolo alle punte d’eccellenza toccate in passato, grazie al suo reparto di chirurgia.

Ma torniamo alla notizia di oggi, il Pronto soccorso di Agnone è dunque salvo, c’è l’ufficialità: continuerà a fornire prestazioni h24. La comunicazione ufficiale della revoca al precedente provvedimento, che dall’8 luglio avrebbe dimezzato le ore del Pronto soccorso del ‘Caracciolo’ portandole a 12, è a firma di Antonio Lucchetti. La nota dell’Asrem segue quanto già annunciato dal consigliere regionale Andrea Greco del M5s. Quello che viene da pensare è che, senza l’intervento della politica, l’azienda sanitaria molisana avrebbe dimezzato il servizio senza pensarci due volte. «Ciò che lascia interdetti, in tutta questa storia, è l’atteggiamento remissivo, quasi passivo di alcune figure apicali dell’Asrem che davanti alla carenza di medici stavano per decretare la chiusura del Pronto Soccorso di Agnone invece che tentare in ogni modo di reperire professionisti», ha commentato infatti Andrea Greco. Altra cosa da notare, è che il politico che è intervenuto e ha risolto questa delicata vicenda è un consigliere regionale di opposizione. Greco lo ha fatto perché è agnonese e perché conosce bene i disagi che vivono i suoi concittadini. E, a conti fatti, il Pronto soccorso è salvo non grazie alla Regione Molise o all’Asrem, ma grazie ad un giovane consigliere regionale di minoranza, che risponde al nome di Andrea Greco e che ha vissuto la sua infanzia e la sua giovinezza ad Agnone insieme a due suoi amici che oggi sono medici e che, nel momento del bisogno, a lui e ad Agnone non hanno saputo dire di no.

Ma una buona notizia non serve a cancellare la preoccupazione sul futuro del Caracciolo di Agnone. Infatti resta alta la guardia dopo l’indiscrezione che il presidio altomolisano, nelle intenzioni del Tavolo Tecnico nazionale, sia destinato ad essere declassato a ospedale di comunità, come già accaduto per Venafro e Larino. Anche qui la politica regionale non dovrà mollare la presa per far mantenere al Caracciolo lo status di ospedale di area disagiata.

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