DI FABRIZIO OCCHIONERO

Chiude il punto nascita dell’ospedale San Timoteo di Termoli. È quanto stabilisce il provvedimento, a firma dei commissari Angelo Giustini e Ida Grossi e trasmesso al direttore generale della Asrem, Gennaro Sosto e, per conoscenza, al governatore, Donato Toma. Una decisione nell’aria da tempo, ora formalizzata, che rappresenta una sconfitta concreta per tutto il Molise e che, ancora una volta, ha scatenato solo un rimpallo di responsabilità politiche e scaricabarile.

Alla base del decreto vengono riportati i parametri nazionali non rispettati, che prevedono 500 parti all’anno, ma anche la carenza ormai cronica di personale dell’unico ospedale rimasto in Basso Molise e i vari tavoli tecnici in cui era stato già affrontato il problema. Al San Timoteo di Termoli, in sostanza, non nasceranno più bambini: una decisione al centro di un incontro tenuto in sala consiliare tra numerosi sindaci, i commissari e i vertici Asrem.

La comunicazione dei commissari darà ora corso allo smantellamento del punto nascita con tutte le inevitabili conseguenze per le mamme in attesa che, a questo punto, potranno partorire a Vasto o a Campobasso.

Così il primario del reparto di Ginecologia e Ostetricia, Dino Molinari, subito dopo l’incontro, ha spiegato i passaggi che interesseranno il presidio: “Il 30 giugno è l’ultimo giorno in cui possono essere effettuati ricoveri per le donne che devono partorire. Stiamo parlando di punto nascita e non del reparto di Ostetricia e Ginecologia, le cose sono ben diverse. Pur tuttavia, siamo arrivati a questa soluzione drastica, speriamo che abbia un ritorno, cosa che sicuramente non vediamo vicino. Questo comporterà che nella prima settimana di luglio, dobbiamo smaltire qualsiasi attività nei confronti di donne in gravidanza. Significa che dall’otto luglio, se ci sono ancora delle pazienti gravide ricoverate presso il nostro reparto, dovranno essere trasferite.

Di conseguenza, immagino che gli ultimi nati di Termoli saranno non oltre i primi di luglio”.

Intanto, lunedì primo luglio, alle dieci, è prevista una manifestazione organizzata dal gruppo Facebook delle mamme davanti all’ospedale dove a breve non potranno più nascere bambini. I sindaci sono pronti a condividere azioni di protesta più incisive ma la strada è ormai segnata e richiama un’attenta e amara riflessione: “Sicuramente – ha affermato il sindaco di Termoli, Francesco Robertisposteremo l’attenzione dai tavoli istituzionali molisani ai tavoli romani. Abbiamo avuto quattro ore di confronto con i tecnici della sanità in cui tutti i sindaci del Basso Molise hanno cercato di difendere il nostro ospedale e continueranno a farlo. Faremo di tutto. Emerge anche che, da un punto di vista politico nazionale, a partire dal ministro, Giulia Grillo del Movimento 5 Stelle e al Mef, questa regione per loro non esiste salvo quando ci chiedono di fare i sacrifici. Metteremo in campo tutte le azioni necessarie per salvare questo ospedale. Siamo pronti anche a formulare le nostre dimissioni in massa, andare dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e ci dovrà garantire che non esistono cittadini di serie ‘A’ e di serie ‘B’ e che anche noi abbiamo la necessità di salvaguardare la salute dei nostri cittadini, il futuro dei nostri figli e del nostro territorio”.

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