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Apertura - QD - Regione - 13 Giugno 2019

Emergenza Editoria, crisi al buio. Assostampa sollecita la Regione, Toma promette

di GIOVANNI MINICOZZI

Si accentua la crisi dell’editoria con alcune aziende che rischiano di chiudere a discapito del pluralismo dell’informazione e del diritto dei cittadini a essere informati.
Da alcuni mesi giornalisti, tecnici e personale amministrativo sono senza stipendi e, nella confusione totale, spadroneggia qualche editore che non rispetta le regole contrattuali della categoria e utilizza lavoro nero e malpagato. Negli ultimi giorni però ,l’ordine dei giornalisti e Assostampa Molise hanno incontrato il Presidente della Regione Donato Toma il quale si è impegnato a intervenire tempestivamente per fronteggiare l’emergenza ma al momento non esistono atti concreti.
Giuseppe Di Pietro attende con fiducia l’intervento della Regione :

” Il Presidente ha garantito che ieri se non oggi avrebbe presentato un emendamento per eliminare il tetto dei quarantamila euro proprio per chi usufruisce di contributi anche nazionali e per eliminare la Fedeiussione per le testate che percepiscono i soldi due anni dopo la presentazione delle domande. Quindi stiamo aspettando, siamo fiduciosi per questo primo importante passo che permetterebbe di dare una buona sterzata allo sblocco dei fondi pregressi”– ha dichiarato il Presidente di Assostampa.

-Avete programmato altri confronti in particolare sulla nuova Legge per l’editoria?

“Si, ci siamo riaggiornati a qualche settimana ,fra qualche settimana nel momento in cui la giunta avrà una idea precisa su quello che dovrà essere lo sbocco della nuova contribuzione, dei nuovi aiuti”.

– Secondo Assostampa quali dovranno essere i cardini della nuova legge sull’editoria?

“Ma lo ripetiamo da sempre e credo che su questo penso che c’è una larga condivisione, almeno così sembra sia stato detto nei nostri incontri, cioè quello di favorire l’occupazione innanzitutto. L’occupazione favorisce la qualità dell’informazione, la strutturazione delle imprese e altri sistemi noi non ne vediamo. Diversamente si andrebbe a finanziare altro, si andrebbero a finanziare altre speculazioni se vogliamo, ma non il lavoro giornalistico che è quello che poi produce l’informazione” ha concluso Giuseppe Di Pietro.

Di certo però ogni giorno perso nei meandri della burocrazia regionale accentua il rischio di chiusura per diverse testate sia giornalistiche sia televisive.

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