di GIOVANNI MINICOZZI

 

 

Giustini boccia il rendiconto dell’Asren e si rivolge alla Corte dei Conti. Grillo: “Medici da Regioni limitrofe”Sanità al collasso. Ormai è guerra civile senza esclusione di colpi tra i verici istituzionali  a discapito degli incolpevoli cittadini molisani. I fautori dello sfascio fanno a scarica barile e si rimpallano le responsabilità circa la drammatica situazione in cui è precipitato il sistema sanitario regionale.
Parole,  parole, parole ma soluzioni concrete non se ne intravedono.
Il Presidente della Regione Donato Toma, l’assessore Luigi Mazzuto e quasi tutti i componenti del consiglio regionale ostacolano in tutti i modi  il lavoro del commissario Angelo Giustini. In particolare hanno demolito  l’ipotesi di utilizzare medici delle forze armate per tentare di fronteggiare la gravissima carenza di  camici bianchi negli ospedali molisani.
Anche i ministeri competenti, su sollecitazione dei “notabili” regionali, hanno diffidato  Angelo Giustini a non assumere iniziative e a non rilasciare interviste senza autorizzazione del tavolo tecnico nazionale.  È probabile che il commissario annulli questo punto annulli  l’annunciata conferenza stampa con la quale avrebbe raccontato la sua verità sulla richiesta dei medici militari (concordata con Toma e Sosto dicono gli spifferi) e sul bilancio dell’Asrem relativo all’anno 2018 bocciato dai commissari. Dal canto loro  i dirigenti apicali della sanità, Asrem e Direttore generale della salute Lolita Gallo, che sono tra i responsabili principali dello sfascio insieme ai “ghigliottinari” romani, non fanno altro che rilasciare interviste vuote di significato e di concretezza.
Nel frattempo la carenza di personale si accentua a dismisura e mette a rischio il diritto alla salute dei cittadini. Il ministro Giulia Grillo annuncia l’invio di medici dalle regioni limitrofe ma omette di dire quando arriveranno.
In Molise, invece, tutti aspettano la conversione in legge del famoso decreto Calabria per sbloccare il turnover ma nessuno si chiede il perché da oltre dieci anni sia stato imposto l’assurdo divieto di assumere personale per sostituire chi ha lasciato il servizio per raggiunti limiti di età. Così come nessuno dei responsabili si attiva per eliminare gli sprechi, visibili ad occhio nudo, che si annidano nel bilancio della sanità molisana.
Intanto il commissario Angelo Giustini, stretto tra le rivendicazioni dei politici nostrani che non vedono l’ora di rimettere le mani nella gestione sanitaria al solo scopo di riattivare il meccanismo perverso del clientelismo elettorale e i ministeri incollati a una visione distorta del diritto alla salute dei molisani, tace perché sarebbe stata imbavagliato da Roma, dicono i rumors. Ma secondo indiscrezioni trapelate dalla struttura commissariale, Giustini farà ugualmente chiarezza sulle presunte bugie raccontate da Toma al governo nazionale e sull’uso distorto fatto dalla Regione di 4.200.000 euro incassati nel 2018 per l’incremento di Irap ed Irpef imposto dal deficit sanitario. Questi soldi però non sono mai entrati nel bilancio della sanità e non si capisce come siano stati utilizzati. Per questo, sempre secondo i bene informati, Angelo Giustini e la struttura commissariale non avrebbero approvato il bilancio consuntivo dell’Asrem relativo all’anno 2018 e addirittura avrebbero inviato le carte alla Procura regionale della Corte dei conti. Tutti contro tutti dunque in una sorta di scaricabarile  collettivo. Tant’è ma addossare la responsabilità della catastrofe sanitaria ai commissari nominati solo sei mesi fa è davvero incomprensibile. Così come è incomprensibile la mancanza di proposte alternative per evitare la chiusura di altri reparti e per offrire ai molisani un servizio sanitario almeno decente .

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