Home Apertura Venafro, omicidio in corsia: infermiera capace di intendere e di volere
Apertura - Attualità - Evidenza - QD - 24 Maggio 2019

Venafro, omicidio in corsia: infermiera capace di intendere e di volere

Anna Minchella era perfettamente in grado di intendere e di volere quando, secondo l’accusa della procura di Isernia, uccise un anziano ricoverato nel Reparto di Lungodegenza di Venafro, somministrandogli acido cloridrico.

Il Gup di Isernia, Arlen Picano, ha ascoltato il perito Teofilo Golia che ha spiegato le ragioni per le quali la donna, accusata dell’efferato delitto, era perfettamente in grado di intendere e di volere, quando attuò il suo diabolico piano. Respinta la richiesta della difesa di una nuova perizia da parte di un collegio di specialisti. La donna a processo per omicidio si trova in carcere da molti mesi e continua ad urlare la propria innocenza respingendo ogni accusa.

I fatti risalgono al giugno 2016: secondo l’accusa l’infermiera uccise Celeste Valentino, 76enne di Pratella, per vendicarsi della figlia dell’uomo, una sua collega, che aveva conservato il suo posto da infermiera a Venafro per via della 104 legata all’infermità del padre, mentre la Minchella era stata trasferita all’ospedale di Isernia.

Per uccidere il 76enne la donna utilizzò una siringa a spruzzo iniettandogli nel cavo orale l’acido cloridrico. L’anziano fu trasferito a Isernia dove morì alcuni giorni dopo. Determinanti per l’arresto dell’infermiera furono le immagini acquisite dal sistema di sorveglianza del negozio dove comprò l’acido.

Fra meno di un mese, il 14 giugno, arriverà la sentenza sul processo con il rito abbreviato, per l’omicidio dell’anziano ucciso nel suo letto d’ospedale con l’acido.

Tre comunità scosse, tre interi paesi del vicino casertano increduli davanti alle pesanti accuse che la Procura della Repubblica di Isernia ha lanciato sulle spalle di Anna Minchella.

Presenzano è il paese natale dell’infermiera, che dopo il matrimonio si trasferì a Ciorlano, paese del marito. Alcuni anni fa, poi, la coppia comprò casa a Venafro e si trasferì nel vicino Molise. Per esigenze familiari, tuttavia, Minchella e la sua famiglia ritornarono a vivere a Ciorlano dove la comunità è incredula: tutti dipingono la famiglia Minchella come una famiglia normale, dedita al lavoro, serena. A Pratella chiedono invece giustizia i familiari Celestino Valentino, il 76enne ucciso con acido cloridrico.

Tra venti giorni la sentenza e anche se con l’abbreviato, la Minchella rischia parecchi anni di carcere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Potrebbe interessanti anche:

Coronavirus, zero contagi. Si consolida il trend positivo in Molise

Dopo il caso positivo di ieri, oggi nessun nuovo contagio dai 63 tamponi processati nelle …