Sono passati 27 anni dalle stragi di Capaci e Via D’Amelio e dagli omicidi di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e delle rispettive scorte, ma il rumore del tritolo e il fumo di quella mattanza ancora serpeggiano per le strade d’Italia. Il fenomeno mafioso, che nel frattempo ha cambiato pelle, immagine e metodi, è una piaga di strettissima attualità. E’ il messaggio generale che arriva da un convegno organizzato presso la sala della Costituzione della Provincia di Campobasso dal sindacato di polizia Coisp.

Alla “Giornata della legalità” ha partecipato, lontano dalle polemiche, come egli stesso ha sottolineato, anche il Professor Alfredo Galasso, Presidente onorario dell’Associazione Caponnettoe per lungo tempo collaboratore e amico di Falcone e Borsellino. Non solo lotta e contrasto alla mafia sono i temi su cui battersi ma, ha sottolineato, bisogna lavorare sul piano della affermazione e difesa dei diritti.

Galasso ha ribadito l’amarezza, la preoccupazione e l’inquietudine per un elemento che si presenta ad ogni omicidio eccellente, quello delle devianze e complicità di apparati dello stato.

Oggi, ha aggiunto Galasso, il lascito di professionalità di Falcone è Borsellino rappresenta un esempio a cui fare riferimento.

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