Emigrazione ospedaliera, Isernia al primo posto nella classifica nazionale. Gli abitanti della provincia di Isernia sono quelli che, più di tutti in Italia, emigrano fuori regione quando devono ricoverarsi per cure o interventi ospedalieri. Fiducia scarsa o nulla nei confronti degli ospedali della provincia. È quanto emerge dalla classifica sull’indice della salute sul Sole 24 Ore. Tra gli indicatori il dato relativo all’emigrazione ospedaliera, che fotografa i pazienti dimessi dagli ospedali fuori dalla regione di residenza, e quindi costretti a farsi curare lontano da casa. Il capoluogo di provincia pentro è, dunque, il peggiore di questa classifica parziale, seguito da L’Aquila e Matera. Al quartultimo posto, invece, Campobasso. Il fenomeno, come dimostrano le ultime dieci classificate, interessa principalmente le province del Centro (Abruzzo e Lazio) e Sud (Basilicata, Calabria e Molise). Chi, invece, non si muove da casa per ricoverarsi in ospedale sono i lombardi: le prime posizioni sono occupate da Bergamo, Sondrio, Lecco, Como, Monza e Brescia. Milano è “solo” undicesima, dietro tre province dell’Emilia-Romagna e Cuneo. Per il capoluogo pentro dati negativi anche riguardo all’aumento della speranza di vita, dove si classifica quintultimo. Va giusto un po’ meglio a Campobasso, che risulta essere 88esimo. Nella classica generale della salute, comunque, Isernia si posiziona al 53esimo posto, mentre Campobasso al 57esimo. A migliorare la posizione generale dei due capoluoghi di provincia molisani, altri indicatori, quali il tasso di mortalità (Isernia 37esima e Campobasso 32esima) e la mortalità per tumore e per infarti, in cui Isernia si posiziona al 33esimo posto e Campobasso al 36esimo. Ma continua a piovere sul bagnato per quel che riguarda la disastrata sanità pubblica molisana che vede un’altra tegola finire sulla testa dell’Asrem, quella del recupero coatto, disposto dalla Corte dei Conti, di circa sei milioni di indennità pagate, ma non dovute, ai medici delle guardie mediche. Si tratta di compensi pagati due volte a partire dal 2007,  risultato la giustizia contabile e i commissari hanno chiesto all’Asrem di procedere al recupero delle doppie indennità. Altri milioni di euro che dovevano essere utilizzati per migliorare attrezzature e reparti e che, invece, sono andati in fumo, o meglio, nelle tasche dei medici. E i molisani per ricoverarsi se ne vanno fuori regione. Intanto i vari comitati in difesa della sanità pubblica del Molise si preparano a chiedere conto, ai vertici della sanità regionale, del pagamento dei premi di risultato ai dirigenti. La domanda è: sono stati pagati ai dirigenti Asrem i premi di risultato per gli obiettivi raggiunti? E in che percentuale?

Perchè sarebbe paradossale che una sanità pubblicca commissariata, che ispira così poca fiducia e che nel 2018 ha registrato diversi casi di decessi che si potevano evitare, alal fine paghi anche i premi, alla massima percentuale possibile, a chi ha gestito e gestisce simili disastri.

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