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Attualità - Evidenza - QD - Regione - 29 Marzo 2019

Centro di accoglienza migranti al villaggio di San Giuliano, il Ministero rinuncia al progetto

Il Ministero dell’Interno non realizzerà più il progetto che riguarda la riconversione del villaggio provvisorio di San Giuliano di Puglia in centro di accoglienza per migranti. La rinuncia del Governo è emersa in una riunione che si è svolta a Roma nelle scorse settimane cui ha partecipato anche il sindaco del paese, Luigi Barbieri. Questo è quanto circola rispetto alla decisione del ministero guidato dal vicepremier Matteo Salvini riguarda ora il futuro del villaggio in mancanza di una nuova destinazione d’uso e di ulteriori informazioni rispetto a quanto stabilito dalle istituzioni centrali.

Una novità emersa solo negli ultimi giorni che riapre il dibattito sull’utilizzo delle casette di legno costruite all’indomani del terremoto del 2002 per accogliere gli sfollati.

Sono 130 le strutture per circa 270 appartamenti. L’area ospita anche una scuola, un campo sportivo in erbetta sintetica, altri impianti, spazi comuni e servizi destinati all’epoca per gestire il periodo di post-emergenza. Il numero massimo previsto per l’accoglienza dei migranti era stato calcolato in 500 persone dando preferenza alle famiglie con bambini, un numero poi ridotto tra pareri, interventi e dibattiti su chi e come ospitare.

Non sono mancate le proteste di Comitati, amministratori e della politica a più livelli. Fatto sta che il cosidetto insediamento abitativo temporaneo versa in una situazione di abbandono, non sono mancati i furti ed episodi di sciacallaggio.

Ad oggi, in particolare, non è stata individuata una valida alternativa per recuperare in concreto il villaggio provvisorio. Tante le ipotesi e le proposte circolate nel tempo, finanche quella di accogliere i bambini sopravvissuti al disastro nucleare di Fukushima in Giappone. Ma c’è anche un altro aspetto. Quello della gara d’appalto da tre milioni di euro finita anche al centro di vicende giudiziarie e ricorsi per l’affidamento dei lavori. Un bando dedicato proprio alla sistemazione del villaggio in base alla nuova destinazione d’uso con i necessari interventi di adeguamento delle casette. Anche da questo fronte si attendono nuovi sviluppi dopo il ‘no’ del Governo centrale al progetto.

 

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