Protestano gli autisti precari di Poste Italiane: non possono lavorare per più di 12 mesi, per effetto del Decreto Dignità. Diversi autisti operano anche in Molsie. Di seguito la lettera-appello: “Siamo un gruppo di lavoratori a tempo determinato cui non verrà rinnovato il contratto. Lavoriamo per conto dell’agenzia interinale Adecco S.p.a. la quale fornisce dipendenti con la mansione di autista e addetto al carico/scarico di prodotti postali al colosso italiano Poste Italiane S.p.a. vorremmo mettere l’opinione pubblica a conoscenza di una situazione alquanto allarmante che si sta verificando. Abbiamo cercato di rendere il nostro operato il migliore possibile mettendo anche da parte le famiglie e la vita privata di ciascuno, in modo tale che venisse riconosciuto sia dall’agenzia Adecco che dal diretto nteressato Poste Italiane. Ma nonostante il nostro impegno e i nostri sforzi il 31/03/2019 non si sarà rinnovo, poiché non ci consentono di lavorare per più di 12 mesi, per effetto del Decreto Dignità. A questo punto ci sorge spontanea una domanda: ma il Decreto Dignità non avrebbe dovuto permettere una certa stabilizzazione dei lavoratori ed evitare che i datori di lavoro speculassero sui contratti a tempo determinato?Non ci spieghiamo come sia possibile che il suddetto Decreto stia creando ancora più precariato, poiché l’azienda ricerca altro personale da assumere con la nostra stessa mansione per conto di Poste Italiane. Tutti sappiamo bene che “Poste Italiane” va creando una situazione di altissimo precariato da circa 10 anni, sfruttando e lucrando sul disperato bisogno di un lavoro da parte di gente educata, giovane e con la voglia di lavorare che, puntualmente, alla scadenza, viene mandata a casa nonostante l’azienda abbia dei posti vacanti che sostituisce con altri lavoratori che faranno la nostra stessa fine. Come può essere permesso ad una società come Poste Italiane, essendo parte dello Stato, di sfruttare i lavoratori e utilizzare le leggi a loro modo e piacimento quando la tematica lavoro è cosi delicata ed importante nel nostro Paese? Noi che abbiamo creduto, nel governo della protesta e del popolo, attraverso il voto, ci troviamo in prima linea a rimarcare il diritto al lavoro, un diritto sacrosanto sancito dalla nostra Costituzione nel principale e più importante articolo”. Gli autisti precari non escludono altre forme di protesta. E ricordano che Poste Italiane “è una società con percentuale di appartenenza allo Stato; Alle spalle dei lavoratori precari ci sono famiglie, affitti e mutui; Vogliamo una VALIDA MOTIVAZIONE (come previsto dal Decreto Dignità) per la quale non verremo rinnovati; L’accordo sindacale, sottoscritto il 13/06/2018, non ci ha minimamente tutelati in quanto le “assunzioni” previste, non riguardano la nostra categoria di lavoratori. Speriamo e vorremmo essere convinti che anche questa volta si possa fare qualcosa affinché questo Paese cambi le prospettive lavorative”.

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