Là dove cerano i blindati della Polizia e dei Carabinieri, tornano a crescere l’erba e i fiori che da mille anni adornano la strada della Carrese. Giunge finalmente a conclusione la fase più drammatica che nel corso della loro secolare storia hanno subito le spettacolari manifestazioni che si svolgono nel territorio del basso Molise. Tirano quindi un sospiro di sollievo le tre comunità interessate, San Martino in Pensilis, Portocannone e Ururi, e le migliaia di cittadini che vi risiedono. Si alleggerisce l’animo anche di chi, pur non vivendo in quei territori, da quelle terre proviene, migliaia di persone sparse in tutta la penisola e nei territori di accoglienza di mezzo mondo: Stati Uniti, Canada, Argentina, Germania, Belgio, Francia, tra le principali nazioni.

A determinare la svolta è stato l’intervento della Regione Molise (affiancata dall’associazione “Unione Carresi”) che dallo scorso mese di agosto, in occasione della “Festa delle Carresi” (18 agosto) è diventata la locomotiva a cui è stata agganciata la tutela e la valorizzazione di questa antica tradizione che si svolge in onore di San Leo (San Martino in Pensilis), della Madonna di Costantinopoli (Portocannone) e del Sacro legno della Croce (Ururi). Tradizione, quella della Carrese, che mescola elementi sacri e pagani (i riti di primavera), che mette quindi insieme religione, folclore, storia e che contribuisce a definire l’identità di tre popoli.

Con i 373 mila euro stanziati dalla Giunta regionale attraverso la delibera 87 del 18 marzo scorso, la Regione Molise ha coronato il suo impegno, finanziando le opere di messa in sicurezza dei tre tracciati interessati,fatto propedeutico e imprescindibile per poter celebrare le Carresi 2019. Erano state proprio le norme relative alla “safety e security” emanate dal Ministero dell’Interno a determinare lo stop del 2018. Senza l’intervento regionale, sarebbe stato impossibile tenere la tradizionale Corsa dei Carri trainati dai buoi che rappresenta l’elemento più spettacolare delle Carresi.

Il risultato raggiunto è l’epilogo di mesi e mesi di duro lavoro e confronto con le autorità che hanno titolo ad intervenire sulla materia, prima tra tutte la Prefettura. Proficuo, in tal senso, è stato il lavoro svolto dal presidente Donato Toma (in stretta collaborazione con l’assessore al Turismo e alla Cultura, Vincenzo Cotugno) che con la Prefetta, Maria Guia Federico, ha saputo riallacciare i fili di un discorso che sembrava sfilacciato dopo l’episodio dei blindati dello scorso anno. In particolare, dopo un lungo periodo di confronto, proprio dalla Prefettura di Campobasso è arrivato un primo e positivo segnale di disgelo. L’emanazione delle “Linee guida per le Carresi” è un atto fondamentale per definire entro quale perimetro dovranno muoversi le Commissioni comunali per i pubblici spettacoli chiamate a dare il loro parere consultivo e preventivo rispetto all’adempimento di tutte le prescrizioni derivanti dalle “Linee guida” disposte dalla Prefettura.

Adesso la parola passa ai sindaci dei tre comuni per quello che riguarda la fase strettamente operativa che porterà ai tre appuntamenti attesi: 30 aprile, San Martino in Pensilis, 3 maggio, Ururi e 10 giugno Portocannone. Insieme a quelle molisane, in primavera si terrà anche la Carrese di Chieuti, Comune e comunità che sono parte integrante del costituendo Parco delle Carresi.

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