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Attualità - Evidenza - Isernia - Provincia di Isernia - QD - 3 Febbraio 2019

Isernia. La Provincia evita il default, ma mancano i fondi per scuole e strade

Lorenzo Coia

Il dissesto è stato evitato, ma i soldi messi a disposizione dal Governo non permetteranno di affrontare con risorse adeguate le grandi priorità dell’Amministrazione provinciale di Isernia. Quei fondi per le casse dell’ente rappresentano una boccata d’ossigeno – è il parere del presidente Lorenzo Coia – ma è altrettanto vero che non consentiranno di mettere in sicurezza le scuole e le strade di competenza dell’ente di via Berta. La questione del viadotto Sente è quella che balza subito davanti agli occhi – del resto si parla di un collegamento di vitale importanza per le popolazioni dell’Alto Molise e dell’Alto Vastese – ma nemmeno sulle altre strade si scherza. Nella migliore delle ipotesi è la manutenzione ordinaria a lasciare a desiderare. Il vero problema è quello delle frane: stanno letteralmente divorando le provinciali. Uno dei casi più eclatanti è quello di Bagnoli del Trigno: a ogni ondata di maltempo il paese rischia di rimanere isolato. Nel frattempo resta irrisolta la questione della sicurezza delle scuole, in particolare a Isernia. Le condizioni in cui versano gli edifici che ospitano gli studenti dell’istituto Fermi e del liceo artistico Manuppella preoccupano non poco, come più volte evidenziato dal Comitato Scuole Sicure, tra l’altro ancora in attesa di ricevere i documenti relativi alla vulnerabilità delle scuole di competenza della Provincia. Grandi novità, almeno nel breve periodo, non ce ne saranno. I soldi del Governo – che in teoria potevano essere utilizzati proprio per le scuole e le strade – serviranno solo per ripianare i debiti e ottenere il via libera la bilancio 2019, ha precisato Coia. L’unica nota positiva è che anche l’anno prossimo (e in quelli successivi) saranno stanziati fondi per i piani di edilizia scolastica e stradale. Difficilmente consentiranno di risolvere tutti i problemi, ma rappresentano comunque un’inversione di rotta dopo anni caratterizzati soltanto da tagli alle già scarse risorse degli enti provinciali.

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