Le immagini che documentano il tentativo di fuga di un detenuto dal carcere di Campobasso, un pluripregiudicato romano, stanno facendo il giro del mondo. Filmate da un passante col telefonino, documentano l’attimo in cui l’uomo viene raggiunto e bloccato da tre uomini della Polizia penitenziaria, uno dei quali ad un certo punto estrae la pistola e la punta verso il detenuto. Seguono schiaffi e calci, anche quando l’uomo è ormai a terra e in una condizione tale da non poter rappresentare alcun pericolo. Un reazione eccessiva definita da più parti come un abuso. Il detenuto, che stava rientrando in carcere dopo una visita medica, ha approfittato per fuggire della lentezza con la quale si stavano richiudendo le porte del carcere.

Sul fatto, questa mattina, proprio davanti al carcere di Campobasso il segretario generale del Sindacato di Polizia Penitenziaria, Aldo Di Giacomo, ha tenuto un conferenza stampa. L’episodio è certamente eccessivo, ha detto, ma ha anche ricordato le condizioni drammatiche nelle quali versano gli agenti penitenziari.

Sulla stessa linea anche l’USPP, l’Unione Sindacati di Polizia Penitenziaria che sottolinea da un lato la pericolosità del detenuto, finito in carcere per rapina, furto, spaccio, reati contro il pubblico patrimonio, oltraggio e aggressione a pubblico ufficiale, e dall’altro le proibitive condizioni di lavoro degli agenti penitenziari. Il dramma dei suicidi tra le guardi carcerarie è un problema drammaticamente all’ordine del giorno.

Per l’autore dell’episodio, l’agente che spiana la pistola, sono in arrivo provvedimenti disciplinari.

 

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