Come la Fiat per Termoli, come i pastifici per la provincia di Campobasso. La Ittierre per decenni è stata non solo tra le maggiori aziende manifatturiere dei capi di abbigliamento delle firme più prestigiose della moda italiana, ma il punto di riferimento dell’economia di tutta la provincia di Isernia.

Centinaia di famiglie hanno vissuto sotto l’ombrello dell’industria tessile di Pettoranello che, partita da pochi macchinari, è arrivata fino all’olimpo di Piazza Affari.

Oggi la cronaca racconta che quegli stessi operai sono costretti ad una processione continua davanti ai palazzi della politica per chiedere la tutela del diritto a lavorare.

Mani sapienti, le ha definite Giuseppina Occhionero che nell’aula di Montecitorio è intervenuta ancora una volta per mettere sul banco del governo lo squarcio sociale provocato dalla crisi industriale del Molise.

Qualche giorno fa sulla Gam e sullo Zuccherificio, nella seduta di ieri alla Camera ha ricordato alla maggioranza Lega e cinque stelle l’Itterre e l’area complessa

Fate presto, il monito della deputata di Campomarino. Una corsa contro il tempo per evitare che la sabbia nella clessidra faccia più in fretta della politica. Centinaia di famiglie, che vuol dire migliaia di persone, tanti piccoli imprenditori, un intero territorio è in gravissima sofferenza da qualche anno. La sensazione è che tutto si regga su un foglio di carta velina che da un momento all’altro rischia di sfondarsi e far precipitare tutto e tutti. E il fate presto, indirizzato al Governo dalla parlamentare molisana sa davvero di ultima fermata prima del capolinea.

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