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Apertura - Evidenza - Regione - 30 Dicembre 2018

Cgil, Cisl e Uil tracciano il bilancio: “Nel 2018 non si è invertita la rotta in Molise”

Il 2018 non rimarrà alla storia come l’anno in cui si è invertita la rotta in Molise”. A dirlo senza mezzi termini sono i segretari di Cgil, Cisl e Uil, Paolo De Socio, Giovanni Notaro e Tecla Boccardo. “Le aspettative, rispetto agli annunci di infinite campagne elettorali, erano alte e – dicono i tre sindacalisti – tutti sognavamo un bell’albero con tanti doni sotto. Ci si aspettava pacchi regalo pieni di concretezza, non più parole ma fatti, atti, determinazioni e soluzioni vere e praticabili”.

Cgil Cisl e Uil fanno l’elenco, lungo, delle situazioni lavorative critiche, situazioni aperte, aspettative. Come per la Gam, per i lavoratori dello Zuccherificio ormai stremati, per quelli del polo tessile isernino. C’è l’edilizia, settore in cui si aspetta, ancora, il pagamento di lavori già fatti dalle imprese e qualche, serio e strutturale, incentivo per le ristrutturazioni di abitazioni e investimento per la messa in sicurezza di strade e territori. Per i sindacati ci si sarebbe aspettato qualcosa per comparto manifatturiero, magari attraverso la quasi dimenticata area di crisi complessa. “E dietro l’angolo c’è l’industria 4.0, l’investimento sulle competenze, la burocrazia zero, l’accompagnamento agli investimenti. E su questo aspetto – continuano Cgil, Cisl e Uil – in un Molise che corre il rischio, nuovamente, di mandare indietro i soldi a Bruxelles, vorremmo essere coinvolti”. Maggiori aspettative dai sindacati anche per il mondo dell’agricoltura, per i lavoratori del commercio che attendono da anni la revisione della legge quadro regionale e per quelli del turismo che una legge non l’hanno mai avuta e che ben sanno quali sono le potenzialità del territorio. C’è il mondo dei servizi – sottolineano Cgil, Cisl e uil – gli operatori del trasporto, con stipendi non pagati, diritti calpestati, aziende sull’orlo del fallimento, con una regione che troppo spesso ha girato la testa dall’altra parte. Un regalo culturale – dicono ancora – andrebbe fatto al variegato mondo della conoscenza, con un piano di dimensionamento scolastico discusso e partecipato, una legge sull’istruzione e sul diritto allo studio. Un pacco speciale – rimarcano i sindacati – lo avremmo voluto per stabilizzare i tanti precari nelle pubbliche amministrazioni. C’è la sanità e fra poco – evidenziano De Socio, Boccardo e Notaro – capiremo bene come intenda reimpostarla il nuovo commissario, la questione centri per l’impiego, la formazione professionale, la protezione civile. Ci sono i pensionati, che sono dovuti scendere anche in piazza per salvaguardare il diritto ad aiutare i loro cari, prima che sé stessi”.

Cgil, Cisl e Uil fanno riferimento anche ai lavoratori della comunicazione, che – rimarcano – hanno passato settimane difficili fra tagli dei sostegni all’editoria (come se questa fosse un’attività economica come le altre e non un baluardo di democrazia) e inadeguata valorizzazione del loro ruolo, fra stipendi magri e carriere discontinue e con poca prospettiva. Anche per loro un dono con dentro un cambiamento vero. Questo era il nostro albero immaginario – concludono Cgil, Cisl e Uil. Per Natale non ce la si è fatta. Alla Befana non crediamo da tempo. Ma siamo fiduciosi che qualcosa si possa ancora fare nel 2019, anche attraverso quel confronto che il Sindacato chiede da tempo alle Istituzioni e che chiederà all’infinito”.

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