Il secondo Caffè filosofico delle professoresse Adele Fraracci e Simonetta Tassinari, che si è svolto a Campobasso presso il caffè letterario del “Pilla”, ha affrontato come tema quello delle donne.
La tecnica è stata quella del dialogo, in cui ciascuno ha liberamente preso parola e ha prestato attenzione all’ascolto. Una platea, anagraficamente composita, in maggioranza femminile, ma che ha visto la partecipazione anche di uomini. Uomini e donne della società civile: in prevalenza giornalisti, medici, insegnanti e studenti. Come vedono le donne gli uomini? Forse più fragili, in difficoltà di fronte al processo di emancipazione delle donne impegnate sul lavoro e concentrate su più fronti, nevralgiche in ruoli di utilità sociale come l’istruzione e la sanità, sempre più libere e autonome nella organizzazione e nelle scelte di vita. Le battaglie femministe e le tappe di emancipazione sono state ricordate nel loro divenire storico: dal diritto al voto, alle conquiste sociali, al lavoro. Ma i risultati ottenuti sono per sempre? Ci sono successi che oggi sono a rischio? Il quadro economico-politico generale e locale sembra ridurre gli spazi e i diritti conquistati: esempi ne sono i dati relativi al differente trattamento stipendiale, le minori tutele in termini di welfare e in riferimento alla maternità, come la possibilità di continuare a lavorare anche fino al nono mese di gravidanza, se il medico non lo sconsiglia esplicitamente, vista come un potenziale strumento ricattatorio soprattutto per le lavoratrici del settore privato. Come si vedono le donne tra loro? In parte poco solidali, caratteristica che concorre a spegnere il percorso delle conquiste raggiunte; l’invito è a superare questo aspetto per saper rispondere compatte ai nuovi attacchi che ridimensionano la parità e le pari opportunità. Bisogna continuare a giocare la partita e a battersi concorrendo a modelli di collaborazione e educazione culturale che spingano verso il rispetto tra uomini e donne, colti nella loro differenza ma uguali in dignità; “uguale non significa identico, vogliamo essere uguali, ma non identiche”. Con queste parole si è chiuso l’incontro davvero ricco di spunti, su cui poter continuare a riflettere anche oltre l’ora e mezza del caffè. Il prossimo appuntamento è fissato per gennaio, il tema scelto dal pubblico è: “i migranti, i nostri e quelli degli altri”.

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