Riceviamo e pubblichiamo il comunicato della consigliera regionale Paola Matteo.

 

Il Consiglio Regionale ha approvato, nell’ultima seduta, all’unanimità, le modifiche e le integrazioni alla legge regionale 10 ottobre 2015 numero 13. La legge “Misure in materia di prevenzione e contrasto alla violenza di genere” risultava superata in alcune parti del testo perché nel frattempo sono state varate nuove norme, pur risultando valida nei principi generali dichiarati. La proposta è nata dall’esigenza di adeguare il testo normativo, per renderlo conforme a quanto sancito dalla legislazione nazionale ed europea. Le modifiche introdotte vogliono avere inoltre lo scopo di ampliare il raggio di tutela delle vittime di violenza alla luce anche del reato di stalking e dei ricatti a sfondo sessuale.

In qualità di relatrice e, con il prezioso supporto dell’Ufficio di consulenza legislativa che ringrazio per il puntuale lavoro svolto, ho predisposto un testo di sintesi delle due iniziative legislative che, ponendo a base l’articolato della Giunta regionale, ha integrato le disposizioni contenute nella proposta di legge del consiglio. La lotta contro la violenza è prioritaria – così la consigliera Paola Matteo nel suo intervento in aula – se non si garantisce la sicurezza alle donne non saremo mai in una vera e propria democrazia. L’aumento del numero delle vittime negli ultimi anni, produce a livello nazionale, un’accelerazione nella definizione della normativa in materia. Grande soddisfazione per l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri del DDL “Codice Rosso”, presentato da Bonafede e Bongiorno che rende più rapide le indagini sui casi di violenza. Mi auguro, poi, che il ripensamento del Ministro Salvini si trasformi in un atto concreto e che il fondo di bilancio di 10 milioni destinato al supporto delle famiglie che si prendono cura dei bambini che hanno perso la madre, perché uccisa dal partner, entrerà nella manovra finanziaria, cosi come proposto dall’emendamento della Carfagna, bocciato dall’attuale governo.

E’ luogo comune pensare che la violenza contro le donne sia principalmente un fenomeno limitato o che riguardi solo alcune fasce sociali svantaggiate o generalmente legato ad uno specifico disturbo della personalità tipico di chi esercita la violenza sotto l’effetto di alcool e droghe; che sia caratteristico degli uomini che nella storia familiare sono stati testimoni di violenza oppure causato dalle donne che assumono atteggiamenti seducenti e provocanti tali da suscitare nel sesso maschile un istinto violento. Non è così! Le conseguenze della violenza sono gravi e traumatiche. L’idea di introdurre nella legge lo stalking nasce dall’analisi dei dati ISTAT, sia a livello regionale che nazionale, che mettono al primo posto la problematica tra le diverse violenze di genere. Sono dati ovviamente parziali anche perché in Molise – prosegue la capogruppo di Orgoglio Molise – non esiste un Osservatorio regionale. Anche per questo è necessario modificare la legge proprio per prevedere l’attivazione dell’Osservatorio che dovrà trattare i dati forniti da tutti i vari stakeholders che fanno parte della Rete regionale antiviolenza (questure, centri antiviolenza, pronto soccorso, case rifugio, Tribunale dei minori). A tal proposito approfitto per sottolineare che è da troppo tempo che la rete antiviolenza non si riunisce, quindi, chiedo al Presidente Toma di convocare il Tavolo il prima possibile! Come Governo regionale vogliamo richiamare l’attenzione sulla necessità di assicurare la massima tutela alle vittime di

violenza di stalking e dei ricatti a sfondo sessuale. Oggi più che mai abbiamo il dovere di creare nuovi strumenti legislativi moderni e all’avanguardia affinché le vittime possano sentirsi maggiormente tutelate in via preventiva ancor prima della commissione del reato”.

Nel dettaglio, per prevenire il fenomeno dello stalikng sono promosse anche attività dirette al potenziamento della sicurezza diurna e notturna ed al controllo di aree a rischio, nonché attività dirette alla diffusione di informazioni sul territorio. E’ stato necessario modificare anche la normativa regionale, per quanto riguarda i Centri Antiviolenza e le Case di Rifugio, conformandola a quanto disciplinato dall’Intesa tra Governo e Regioni del 27 novembre 2014. L’attività dei centri antiviolenza riguarda colloqui telefonici, di accoglienza, di sostegno psicologico e informativi, creazione di gruppi di auto-aiuto, orientamento al lavoro, affiancamento scolastico per i figli delle vittime di violenza. Per queste attività volte alla formazione e al reinserimento lavorativo ma anche per i centri antiviolenza, attualmente in ginocchio, la Consigliera Matteo ha chiesto espressamente al Presidente Toma lo stanziamento di maggiori risorse economiche. Inoltre, le residenze che assicurano ospitalità alle donne costrette ad allontanarsi dalla propria casa e denominate precedentemente “Dimore dei diritti”, vengono ora definite Case rifugio di primo e di secondo livello. Il servizio è gratuito per le donne residenti in Molise e per i loro figli. Sono modificate anche le competenze del Tavolo di coordinamento regionale.

In conclusione Paola Matteo: “Sono molto soddisfatta che l’intero consiglio regionale, senza distinzione di colori politici, ha votato all’unanimità ed ha intrapreso, in questa XII Legislatura, una serie di iniziative simboliche e legislative contro la violenza di genere. Un segnale forte e concreto per dimostrare l’attenzione che intendiamo rivolgere alla problematica. Sono convinta che le modifiche della legge n.15 del 2013 da oggi miglioreranno gli strumenti per contrastare qualsiasi forma di violenza nei confronti delle donne. Tutti noi abbiamo il dovere di portare avanti questa battaglia per fare in modo che questo fenomeno drammatico si riduca fino a cessare del tutto. Per chiudere voglio citare una frase significativa di William Shakespeare: “Per tutte le violenze consumate su di Lei, per tutte le umiliazioni che ha subito, per il suo corpo che avete sfruttato, per la sua intelligenza che avete calpestato, per l’ignoranza in cui l’avete lasciata, per la libertà che le avete negato, per la bocca che le avete tappato, per le ali che le avete tagliato, per tutto questo: in piedi Signori, davanti a una Donna”.

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