Dall’inizio dell’anno scolastico decine di alunni dell’istituto comprensivo Giovanni XXIII di Isernia sono costretti a fare lezione nelle sette classi messe a disposizione dalla parrocchia San Giuseppe Lavoratore e in quelle ricavate nell’edificio azzurro. Ma non è facile andare avanti: i disagi si tastano ogni giorno con mano. Lo spazio non è sufficiente, mentre quando piove o fa freddo gli spostamenti dal centro al quartiere San Lazzaro diventano un problema. Genitori e alunni hanno accettato questa sistemazione, convinti che fosse una soluzione provvisoria, in attesa che il Comune mettesse in sicurezza l’ex centro anziani in via Umbria. Ma i lavori non sono ancora cominciati e tra le famiglie comincia ad avvertirsi una certa preoccupazione. C’è amarezza tra i genitori degli alunni della Giovanni XXIII forse anche perché proprio domani saranno inaugurati gli edifici di via Umbria e dell’Acqua solfurea, mentre per i loro figli la soluzione del problema appare ancora molto lontana. Si era parlato di una consegna dei lavori per la fine di gennaio, al massimo gli inizi di febbraio. Ma al momento appare difficile rispettare questa tabella di marcia. Il sindaco Giacomo d’Apollonio ha rassicurato il rappresentante del consiglio d’istituto Daniele Razzante. Ma la ditta ancora non si è messa al lavoro. E con l’inizio delle festività natalizie si teme che tutto venga rimandato all’anno nuovo.

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