Un team di esperti di Sclerosi Multipla per rispondere a dubbi e domande: è l’iniziativa itinerante “Incontri al Centro” organizzata all’Istituto Neurologico Mediterraneo Neuromed di Pozzilli, presso il Centro Ricerche dell’I.R.C.C.S. in via dell’Elettronica. L’iniziativa itinerante, giunta alla seconda edizione, è stata ideata per dare una risposta alle necessità informative delle persone affette da Sclerosi Multipla ponendo al centro del dibattito i loro bisogni. Il progetto è organizzato con il supporto di Novartis, azienda impegnata nell’ambito delle neuroscienze.
La sclerosi multipla è una patologia cronica del sistema nervoso che compromette le funzioni sensoriali, motorie, cognitive e psicologiche e che colpisce in Italia circa 113.000 uomini e donne. È la seconda causa di disabilità tra i giovani adulti, con una diagnosi che in più del 70% dei casi arriva tra i 20 e i 40 anni, una fase chiave della vita per lo studio, la progettualità, l’inizio di una attività lavorativa o di una relazione di coppia. Per questo, affrontare oggi la Sclerosi Multipla significa avere molte domande, non solo relative alla terapia ma anche su come affrontare vita di tutti i giorni nonché sulle prospettive future.
All’incontro di Pozzilli sono intervenuti il professor Diego Centonze, responsabile Centro Sclerosi Multipla I.R.C.C.S. Neuromed, la dottoressa Roberta Fantozzi, Neurologa presso lo stesso Istituto, il dottor Mariano Fischetti, psicologo e Giuseppe Martucci, coordinatore del Centro Sclerosi Multipla Neuromed. Nel corso dell’incontro i partecipanti hanno imparato a conoscere i sintomi connessi alla patologia e come affrontarli, approfondendo il tema della gestione delle relazioni di coppia, gravidanza e genitorialità.
“Nel nostro Centro – spiega Roberta Fantozzi – grazie ad un team multidisciplinare vogliamo offrire alle circa 1500 persone che seguiamo ogni anno un servizio che metta al centro le loro necessità, non limitandoci solamente a quelle di natura clinica. Per questo trattare argomenti che interessino la sfera personale e intima ci sembra di grande importanza. A seguito della diagnosi di SM, il forte stress, la paura, la depressione e l’incertezza sul decorso della malattia, ma anche sul futuro, influiscono fortemente sulla vita di coppia, in particolare sulla sessualità e sul ruolo come futuri genitori. Per questo, nel corso dell’incontro presso il nostro Centro abbiamo trattato il ruolo delle relazioni affettive e interpersonali, fondamentali per proteggere dai sintomi depressivi e di genitorialità, per sfatare le paure più frequenti con le quali i pazienti più giovani devono confrontarsi.”

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