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Attualità - Evidenza - QD - 3 Novembre 2018

Isernia, scuole sicure: esposto in Procura

Un esposto è stato presentato ieri mattina alla Procura della Repubblica di Isernia per avere delle risposte sullo stato delle scuole superiori della provincia di Isernia. L’iniziativa è portata avanti dal comitato “Scuole Sicure” che da anni ha dato il via a una battaglia per garantire agli studenti plessi scolastici adeguati e soprattutto che rispettino i criteri antisismici previsti dalla normativa. L’esposto, a detta dei componenti del Comitato, sarebbe conseguenza delle mancate risposteda parte della Provincia in merito alla situazione degli edifici. Sandra Marcucci, portavoce del Comitato ha spiegato le ragioni dell’iniziativa,chiedendo alla Procura la nomina di un tecnico super partes che verifichi e valuti la vulnerabilità sismica di tutti gli istituti. «Abbiamo presentato questo esposto – ha dichiarato la portavoce – perché in due anni abbiamo fatto molte domande e richiesto molta documentazione all’ente ma ne è arrivata solamente una piccola parte e non sufficiente a dimostrare la sicurezza delle scuole superiori della provincia di Isernia. All’interno dello stesso c’è una sorta di cronistoria delle domande disattese, a partire dall’ultimo incontro con amministrazione e tecnici della Provincia, avuto lo scorso12 aprile, al termine del quale abbiamo chiesto notizie dettagliate per ogni singolo istituto, compresi quelli di Venafro e Agnone. Ma anche in quel caso non abbiamo ottenuto risposte. La Provinciaci ha liquidati spiegando che stava partecipando a un bando indetto dal Miurper ottenere un finanziamento al fine di effettuare esami sull’indice di vulnerabilità sismica dei plessi scolastici». Fondi che sono arrivati e che dovrebbero dare il via alle indagini su«soli» quattro istituti: Liceo artistico Manuppella e Itis Mattei di Isernia, Liceo Scientifico Paolo I di Agnone e Liceo Classico Giordano di Venafro. Una questione, a detta della Marcucci, che sta interessando sempre più tecnici ed esperti del settore: «Se prima erano soprattutto i genitori a volerci vedere chiaro, ora sono soprattutto ingegneri e architetti avoler far luce su quanto sta accadendo. Stiamo portando avanti una ricerca laboriosa e, visto che sta durando diverso tempo, in molti hanno riscontrato la serietà di questo Comitato. Evidentemente, inoltre, tale silenzio ha sollevato parecchi quesiti tra la popolazione e anche tra i tecnici che ora vogliono sapere qual è la reale condizioni di queste scuole». La domanda è sempre la stessa: «Sono sicuri gli edifici che ospitano i nostri ragazzi? Qual è il grado di vulnerabilità sismica?». Nello specifico, all’interno dell’esposto presentato in Procura il Comitato ha fatto richiesta di ottenere la documentazionein possesso della Provincia o almeno di conoscere il motivo per cui tali dati non sono stati rilasciati. «Inoltre, abbiamo chiesto che la Procura si faccia parte attiva – ha continuato il portavoce – nominando un tecnico specializzato, in modo da dare un parere che sia sopra le parti». I tempi della giustizia, si sa, non sono rapidissimi e fino a quando non se ne saprà di più il Comitato sollecita un intervento immediato delle autorità competenti, in modo da individuare soluzioni alternative rispettoagli edifici che «meritano maggiore attenzione». Successivamenteil Comitato si auspica che vengano adottate delle soluzioni più a lungo termine e che prevedano la totale messa in sicurezza degli studenti, di insegnanti e del personale scolastico. La situazione su cui il Comitato si sofferma maggiormente è quella dell’Istituto Tecnico Fermi, per il quale sono stati stanziati 2milioni e mezzo di euro per l’abbattimento del terzo piano, non idoneo secondo i recenti criteri antisismici. «Tale provvedimento non risolverà il problema –ha concluso la Marcucci –, sono ancora tanti, troppi i punti interrogativi su questa vicenda».

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