di ANNA MARIA DI MATTEO

Da un tenore di vita accettabile alla povertà. Così si sono ritrovati, nel giro di poco tempo, gli ex lavoratori dello Zuccherificio, lasciato morire di una lenta agonia nell’indifferenza totale della politica. Ma gli ex lavoratori, costituiti in comitato non ci stanno e vanno avanti con la loro battaglia e non risparmiano critiche a chi governa la Regione ma anche ai sindacati, accusati di averli scaricati e abbandonati al loro destino.

Ci sentiamo presi in giro da tutti, soprattutto da chi ci dovrebbe tutelare. I nostri sindacati dovrebbero vergognarsi per non aver difeso persone che oggi vivono in una situazione di grave difficoltà. A nostro avviso hanno più a cuore le sorti della Gam per la quale si stanno battendo con maggiore vigore”, è l’amaro sfogo del comitato che attende ancora una risposta dall’ultimo incontro, che risale a venti giorni fa, con l’assessore allo Sviluppo economico e con i capigruppo del Consiglio regionale. Attendono di sapere anche che fine abbia fatto il bando emanato dall’allora assessore Veneziale per la formazione. Invece quello che al momento sembra essere chiaro è che sulla fine dello Zuccherificio e sulla sorte di quanti vi lavoravano è sceso il silenzio. Per gli ex lavoratori, la politica ormai se n’è lavata le mani, non sprecando più neppure una parola sulla morte dello storico impianto ed i sindacati, che avrebbero dovuto tutelarli, non avrebbero neppure informato i rispettivi segretari nazionali su quanto sta accadendo in Molise Un gruppo di uomini allo sbando, senza più alcun riferimento, senza una guida che indichi loro la strada da seguire per far valere i loro diritti e soprattutto garantire alle loro famiglie una vita che sia quantomeno dignitosa. Una denuncia forte, destinata a fare clamore e che il comitato si augura non cada nel vuoto. Anche questa volta.

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