La Notte Europea dei Ricercatori targata Neuromed si è conclusa nel week end a Caserta, nella storica cornice del Complesso Monumentale di San Leucio, con il convegno dal titolo: “Le fake news in medicina: una patologia dell’informazione”. Temi dell’incotro l’evoluzione e le dinamiche del fenomeno disinformazione in campo scientifico, soprattutto medico, interrogandosi su come le nuove tecnologie possano mantenere la loro promessa originaria: un empowering dei cittadini e dei pazienti verso una società le cui decisioni siano basate sulle evidenze. “Questo evento, come tutta l’iniziativa Notte Europea dei Ricercatori, è sponsorizzato dalla Commissione Europea e il Neuromed, con il suo progetto, è un punto di riferimento in Italia per tutte le altre manifestazioni collegate”, ha detto il Direttore scientifico dell’IRCCS Neuromed, professor Luigi Frati. Che poi si è soffernato sul tema dell’incontro: “La ricerca scientifica procede con i suoi canali di comunicazione sulle riviste scientifiche e poi ci sono i grandi media. Questi ultimi devono comunicare con il mondo scientifico al fine di garantire al cittadino una informazione corretta sulle ricerche in corso e sulle implicazioni cliniche. In tale ambito spesso si creano false speranze a cui i cittadini credono. Annunci che non servono a nulla, ai quali purtroppo seguono gravi conseguenze per la salute pubblica. L’informazione dunque, che sia positiva o negativa, va data sempre seguendo un correttezza etica e di fonte. Su questo Neuromed fa pro-scienza, è ricerca che guida la nostra attività e l’attività dei nostri clinici. Una garanzia per chi viene nelle nostre strutture perché sa, come per tutta la rete degli IRCCS, che è la verità scientifica a contare perché è quella che può dare un vantaggio reale al cittadino”.
“Oggi non possiamo di certo pronunciare una parola definitiva sulle fake news, non possiamo bloccarle definitivamente perché ci troviamo di fronte ad un virus mutante – ha detto Marco Merola, giornalista scientifico, nel corso dell’incontro di Caserta – il loro successo dipende da due condizioni: una limitata capacità di attenzione da parte di chi legge e un sovraccarico di informazioni distorte e false che raggiungono il 50% della popolazione. Sicuramente uno degli strumenti più incisivi per arginare tale fenomeno è rappresentato dall’investimento in comunicazione. Sono necessari veri staff di comunicatori nei centri di ricerca, persone che conoscono tecniche e linguaggio”.
Il professor Giuseppe Remuzzi, direttore dell’IRCCS Mario Negri, citando Hilary Clinton sulla comunicazione e la politica nei confronti della scienza ha dichiarato: “anche i ricercatori devono fare la loro parte esponendosi in prima persona”.
Anche la ricercatrice e senatrice a vita Elena Cattaneo ha voluto salutare il meeting di Caserta. Nel videomessaggio proiettato in sala la professoressa ha sottolineato “la centralità di un impegno condiviso tra mondo scientifico, Istituzioni e società civile, per arginare il pericolo delle fake news.”
Il giornalista del Corriere della Sera, Mario Pappagallo ha approfondito, infine, il ruolo del giornalista scientifico: oggi c’è bisogno di ripristinate il corretto rapporto tra i cittadini e i giornalisti. – ha detto pappagallo – Il giornalista scientifico ricopre un ruolo cruciale nel complesso dialogo tra scienza e società.”

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