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sabato, Maggio 18, 2024

Sanità: il Commissario non sarà Toma. Lo ha deciso il Governo 5 Stelle-Lega

AperturaSanità: il Commissario non sarà Toma. Lo ha deciso il Governo 5 Stelle-Lega

di PASQUALE DI BELLO

Con un decreto del Governo Conte si è concluso il braccio di ferro tra il Movimento 5 Stelle e il Presidente Toma per la nomina del Commissario ad acta alla Sanità. Approfittando del “Decreto emergenze”, per capirci quello che ha come tema centrale l’emergenza dovuta al crollo del ponte Morandi a Genova, il governo gialloverde ha inserito un’aggiunta avulsa al tema ma funzionale agli interessi politici dei nuovi governanti. Una tecnica, quella di mescolare temi tra i più diversi tra loro, che è diventata già una consuetudine. Basti pensare al decreto milleproproghe, dentro al quale è finita pure la norma che uccide l’emittenza locale.

Partendo da Genova, il Governo è arrivato a Campobasso e ha deciso che a prendere in mano le redini e le sorti della Sanità Molisana dovrà essere un esterno, un commissario in arrivo da fuori che, come già accade da anni per il sub-commissario, verrà nominato da Roma e pagato profumatamente dai molisani. In barba a tutte le prediche sulla riduzione della spesa.

Nei mesi scorsi a favore di Toma si era espressa la maggioranza in Consiglio regionale e la Conferenza delle Regioni all’unanimità. Critiche alla scelta del governo arrivano da Forza Italia che parla di norma “anti-Molise” e dal fronte PD; il sindaco di Campobasso e presidente della Provincia Battista parla di un “errore madornale”, Facciolla rincara poi la dose: “Il governo nazionale ha sancito che quello regionale non conta nulla”, scrive in un post su Facebook. Agnostica la posizione del Forum per la Sanità pubblica di qualità: “Chiunque arrivi – dice il presidente Testa – viene ad eseguire un disegno già deciso a Roma volto a colpire la Sanità pubblica”, lasciando così intendere che il Forum è e resterà sulle barricate. Comprensibilmente deluso il commento del Presidente Toma che parla di “un atto tecnicamente e politicamente scorretto”. “Con la scelta di un esterno si è voluta eliminare la figura politica. Adesso ci sarà qualcuno che viene da fuori e che, senza conoscere il territorio, agirà con una logica solo numerica. Con questo solo criterio, senza tenere conto delle specificità locali, verranno ad esempio aperti e chiusi gli ospedali”. “Da parte della Regione – ha proseguito Toma – ci sarà un controllo serratissimo anche perché siamo noi a metterci i soldi”. Toma fa anche saper di aver scritto già da alcuni giorni al Presidente della Repubblica, Mattarella, per segnalare la deriva pericolosa per la sanità molisana legata ad una gestione affidata totalmente a figure estranee alla regione.

Resta da capire secondo quale liturgia politica, la sanità molisana sia finita in un provvedimento che nasce per far fronte all’emergenza Genova e poi finisca per occuparsi del Molise.

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