Il lotto zero non solo è inutile, ma è anche dannoso. Questo in sintesi il messaggio che il Partito comunista del lavoratori ha indirizzato al presidente della Regione Donato Toma, a quanto pare favorevole al completamento della superstrada Isernia-Castel di Sangro. Per il Pcl – da sempre schierato contro questo progetto – l’opera non solo metterebbe a repentaglio una vasta area verde a vocazione agricola e con importanti sorgenti, ma si tradurrebbe anche con un sperpero di ingenti risorse pubbliche che per il coordinatore regionale, Tiziano Di Clemente, potrebbero invece essere destinate a un importante piano occupazionale nell’edilizia per realizzare opere utili, a partire dalla messa in sicurezza di viadotti pericolanti, frane, scuole e via dicendo. I costi già da ora sono notevoli, fa notare il Partito comunista dei lavoratori: la sola progettazione del collegamento tra Pesche e Miranda è passata dai 250 mila euro del 2004 a 4 milioni, mentre il costo dell’opera è lievitato da 18 milioni agli attuali 170 milioni. Quest’opera – è il parere di Tiziano di Clemente – non ha nessuna utilità, perché il collegamento tra Isernia e Castel di Sangro è già agevolato dal lotto uno. E senza creare alcun problema di traffico nel capoluogo. Insomma: per il Pcl quest’opera di pubblico non ha proprio nulla, salvo il dispendio ingente di risorse erariali. Nel frattempo – ricorda Di Clemente – si attende l’esito di alcune inchieste, come quella della Corte dei Conti e dell’Anac, l’autorità nazionale anticorruzione. L’auspicio del Pcl è che la Regione torni sui propri passi. Ed esprima un parere contrario al lotto zero, così come ha fatto a suo tempo l’ex assessore Pierpaolo Nagni.

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