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Attualità - Cronaca - Evidenza - Regione - 30 Agosto 2018

Fondi alle tv locali, l’impegno dei parlamentari M5s molisani

Il numero di abitanti non può continuare ad essere il metro per le concessioni di servizi o fondi del governo alle regioni. Se si continua a perseguire questa logica, una regione come il Molise non risolverà mai il problema principale, quella del peso politico che ha a livello nazionale a causa della sua piccolezza e densità abitativa. E invece tutto sembra basarsi sui numeri, quanti utenti in Molise usufruiscono del sistema sanitario, quanti delle strutture viarie e ferroviarie, quanti accedono al welfare e alle misure di sostegno. E quanti utenti accedono alle informazioni delle televisioni locali. Anche il mondo dell’informazione via etere viene condizionato dalla conta delle persone che, secondo l’auditel, accende ogni giorno la tv per seguire una tv locale, piuttosto che una nazionale. Ma cosa accade se gli utenti vengono considerati come numeri assoluti, piuttosto che relativi alla popolazione regionale?  Succede che una tv della Lombardia o della Calabria o della Puglia,  per esempio,  ottengano la maggior parte dei fondi che lo Stato mette a disposizione, perché hanno milioni di residenti. Il problema è urgente e grave per le tv locali molisane e per questo Assostampa ha organizzato un incontro nella sede di Campobasso per illustrare il problema alla commissione parlamentare regionale. Che, alla fine, si è dichiarata disponibile a chiedere di cambiare la disposizione del DpR che potrebbe essere convertito in legge all’interno del decreto Milleproroghe sulla ripartizione delle risorse alle tv. Un impegno che i parlamentari del M5s intervenuti- Antonio Federico, Antonio Di Marzio, Fabrizio Ortis e Rosalba Testamento- (insieme all’onorevole Fi Annaelsa Tartaglione) hanno formalmente preso.
“Non vedo perché il Molise debba essere considerato una sorta di riserva indiana- ha detto Di Marzio- Ha tutti i diritti di ricevere pari trattamento delle altre regioni.  L’informazione deve essere il cane da guardia del potere e per questo non può essere al guinzaglio e quindi per me una stampa libera da finanziamenti è necessaria. Ma finché ciò non sarà possibile, perché ci sono impedimenti oggettivi, è legittimo che si intervenga per modificare le distorsioni del mercato”.
Molto disponibile anche l’onorevole Antonio Federico, che oltre a garantire che “ci faremo portavoce di ciò che il mondo delle tv locali ci sta rappresentando, vogliamo capire la ratio dietro a questa politica di assegnazione di fondi pubblici. Siamo anche disponibili a studiare altri percorsi possibili o altre soluzioni”.
M5s regionale quindi al fianco dell’opposizione quando il Milleproroghe arriverà a settembre in aula, nel tentativo di evitare che vengano penalizzate tutte le tv locali, non solo molisane, che si trovano in realtà simili.
“Non può che farci piacere che il M5S voglia impegnarsi insieme a noi a cambiare questa proposta che tornerà in aula con il Milleproroghe”, ha dichiarato la deputata FI, Annaelsa Tartaglione.
Lo Stato dovrebbe garantire la libertà di informazione, la difesa della democrazia e la tutela di territori piccoli e poco popolosi come è il Molise. Ma il decreto Milleproroghe, se trasformasse in legge il dpr Mattarella, andrebbe in senso opposto e sarebbe gravissimo.
A dirlo gli avvocati Margherita Zezza, Massimo Romano e Pino Ruta- presenti all’incontro- che hanno curato il ricorso al Tar Lazio, poi accolto, promosso da Telemolise a gennaio- a nome di tutte le tv locali nazionali-  contro i nuovi criteri di assegnazione dei fondi pubblici stabiliti dal ministero per lo Sviluppo economico. “ Il Parlamento si è già espresso a favore del pluralismo. Con il DpR trasformato in legge si andrebbe in senso contrario. Ma in tal caso noi continueremo la nostra battaglia a favore delle emittenti locali, le piccole realtà e la salvaguardia dei livelli occupazionali: investiremo il Tar Lazio davanti alla Corte Costituzionale”, ha dichiarato Massimo Romano.

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