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mercoledì, Luglio 17, 2024

Strage di Lesina: 3 indagati per caporalato a Campomarino. La Rana: “Stiamo verificando le reali condizioni di lavoro”

AperturaStrage di Lesina: 3 indagati per caporalato a Campomarino. La Rana: "Stiamo verificando le reali condizioni di lavoro"

Primi indagati nell’inchiesta di cui si sta occupando direttamente il procuratore capo di Larino Antonio La Rana sulla vicenda dei 12 braccianti morti sulla statale 16 al bivio di Ripalta in territorio di Lesina lo scorso 6 agosto, molti dei quali lavoravano in Molise. Erano di ritorno da una giornata di sudore passata nei campi dell’azienda agricola Di Vito, di Campomarino. Due le inchieste aperte, quella della Procura di Foggia che sta facendo luce sulla dinamica del terribile incidente e quella della procura frentana che ha aperto un fascicolo per caporalato. Sono tre al momento le persone indagate, si tratta di operatori agricoli che devono rispondere di sfruttamento del lavoro e intermediazione illecita. Le vittime dell’incidente avevano un contratto ed erano assunti, ma quello che l’indagine ora vuole accertare sono le reali condizioni di lavoro dei braccianti, e non quello che formalmente e legalmente risulta. E cioè quante ore lavoravano realmente, quanto venivano pagati, se colui che ha fatto da intermediario, che è deceduto nell’incidente, prendesse una percentuale sul lavoro degli altri, insomma se ci fosse sfruttamento. “Quello del caporalato è un fenomeno odioso, non si può speculare su persone che vivono sul nostro territorio in condizioni di estremo bisogno” ha dichiarato il procuratore La Rana che ha incaricato delle indagini il reparto speciale dei carabinieri che si occupa proprio di tutela del lavoro e che già è stato nell’azienda di Campomarino, dove anche gli ispettori della Asl di Foggia hanno fatto le loro ispezioni. Si cercano riscontri a quanto dichiarato dai due braccianti sopravvissuti alla strage di Lesina su orari, paghe e lavoro a cottimo. Intanto resta in carcere l’ivoriano arrestato 3 giorni fa sulla statale 16 durante un controllo della polizia di Termoli e della Stradale. Su un Ducato di 9 posti trasportava almeno 20 braccianti che si stavano recando in Molise per una giornata di lavoro. Panche di legno al posto dei sedili per recuperare spazio e far entrare più persone possibili in spregio delle più elementari norme di sicurezza. L’autista, che ha tentato la fuga, è stato arrestato con l’accusa di caporalato. La Procura ha accertato che l’uomo prendeva soldi sul lavoro dei compagni, sul trasporto degli stessi nelle campagne molisane. Un fenomeno che esiste da decenni, ma su cui si sono riaccese le sensibilità dopo la strage di Lesina. I controlli sulle strade sono stati intensificati. Sono in corso accertamenti anche sulle aziende in cui l’ivoriano portava i ragazzi a lavorare. Per lui oggi l’udienza di convalida dell’arresto.

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