Con una determina del servizio ambientale del 10 agosto, la Regione ha bloccato l’inceneritore dell’ospedale Cardarelli e ne ha sospeso l’utilizzo. Alla base del provvedimento il mancato adeguamento della struttura. Il forno, dal 1988, è destinato ad incenerire rifiuti ospedalieri ai quali si sono aggiunti nel corso del tempo piccole quantità di sostanze stupefacenti delle quali sia stata disposta la distruzione da parte delle autorità nonché rifiuti liquidi.

La vicenda parte a giugno del 2017 quando il servizio di tutela ambientale della regione chiede all’Asrem di adeguare l’impianto del Cardarelli al monitoraggio continuo di ammoniaca nell’aria. A gennaio 2018, il servizio di tutela ambientale ha chiesto all’Arpa Molise di effettuare controlli e, nelle more del processo di adeguamento dell’impianto, ha prescritto all’Asrem di effettuare il monitoraggio di ammoniaca ogni dieci giorni. L’impianto non viene adeguato e lo scorso 3 luglio il servizio di tutela ambientale della Regione diffida l’azienda sanitaria a provvedere all’adeguamento dell’impianto entro 30 giorni, pena la sospensione o la revoca dell’autorizzazione. Contestualmente sempre il servizio di tutela ambientale convoca per lo scorso 6 agosto un tavolo tecnico al fine di arrivare ad una definizione della questione. Il tavolo tecnico, tuttavia, va deserto. Scatta a questo punto il provvedimento di sospensione da parte della Regione.

Posto che al momento non si rilevano situazioni di pericolo per la salute pubblica e l’ambiente, si pongono due domande. Cosa accadrà qualora l’Asrem non proceda con gli adeguamenti richiesti dalla Regione e, soprattutto, dove finiscono adesso i rifiuti ospedalieri prodotti dal Cardarelli?

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