E’ una tegola da decine di milioni di euro quella che si è abbattuta sulla Regione Molise. Parliamo della ricostruzione post sisma e di una sentenza del Consiglio di Stato che ha messo un timbro con la scritta DISASTRO alla gestione incarnata dall’ex Presidente della Regione, Paolo di Laura Frattura, e dal consigliere delegato alla ricostruzione, il comunista (all’epoca dei fatti), Salvatore Ciocca. Entrambi sono scomparsi dai radar politici ma i danni permangono. La censura definita dalla suprema magistratura amministrativa, e già anticipata dal TAR Molise, riguarda i criteri di assegnazione delle risorse stanziate dallo Stato per la ricostruzione. Criteri, come hanno stabilito i magistrati, che non sono mai stati definiti. Le somme, in buona sostanza, sono state spese senza capo e senza coda con l’effetto di beneficiare alcuni ed escludere altri sino all’esaurimento dei quattrini. Un criterio che non è un criterio e che ha creato distorsioni mostruose, facendo sì che rimanessero fuori dal finanziamento abitazioni all’interno del cratere sismico e venissero finanziate altre che col cratere non hanno nulla a che fare. A curare la difesa dei malcapitati e ad ottenere soddisfazione dal Consiglio di Stato sono Stati gli avvocati Pino Ruta, Margherita Zezza e Massimo Romano.

Adesso al pasticciaccio creato dalla coppia Frattura-Ciocca, politicamente responsabili di una riorganizzazione strampalata del settore ricostruzione, dovrà mettere mano il presidente Toma. Specificando che la mano, purtroppo per i molisani, dovrà metterla al portafogli.

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