Quel profilo falso creato su Facebook aveva un solo scopo: mettere in cattiva luce il sindaco di Agnone Lorenzo Marcovecchio, attraverso la pubblicazione di un messaggio che parlava di una presunta relazione sentimentale tra il primo cittadino e la sua collaboratrice, l’avvocato Lidia Di Ciocco. Una vicenda inquietante, anche perché alcune persone si sarebbero introdotte illegalmente nei sistemi telematici e informativi delle due persone finite nel mirino di ignoti. Del caso, venuto a galla solo negli ultimi giorni, se ne sta occupando già da qualche mese la Procura di Isernia, ha spiegato il legale di fiducia delle parti offese, l’avvocato del foro di Campobasso Gianfederico Cecanese. All’origine di questa campagna diffamatoria contro il primo cittadino di Agnone ci sarebbero questioni legate alla gestione dei migranti. L’attivazione della procedura di smantellamento di un centro di accoglienza da parte del Comune a quanto pare a qualcuno non è andata giù. Ma ora chi ha architettato questa storia di diffamazione e ricatti rischia di risponderne davanti ai giudici. La Procura avrebbe già raccolto degli elementi utili ai fini delle indagini. E a breve potrebbero esserci delle novità.

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