Le elezioni regionali si sono celebrate lo scorso 22 aprile, Donato Toma è il nuovo Presidente e Paolo di Laura Frattura continua ad essere Commissario ad acta per la Sanità. Una anomalia che il Governo Gentiloni, tutt’ora in carica, non ha pensato di rimuovere. C’è da dire che sulla vicenda hanno influito la tiritera che dura da oltre due mesi per la formazione del Governo nazionale, i minuetti e le quadriglie tra partiti e schieramenti, ma se si voleva, si poteva intervenire. Gentiloni, compagno di partito di Frattura – sono entrambi nel PD – ha ritenuto di non farlo. Così Frattura, pur essendo destinatario di uno sfratto esecutivo, ha continuato e continua in tema di Sanità a fare la parte del padrone di casa.

Dal 22 aprile ad oggi, i decreti da lui firmati sono sei. L’ultimo, in ordine temporale, è del 7 maggio scorso e disciplina un importante accordo tra Regione e Farmacie. Atti dovuti, probabilmente, ma sempre atti sottoscritti da una figura deleggittimata politicamente dal voto popolare che, se si è espresso in un’altra direzione, lo ha fatto anche per i tanti disastri provocati da Frattura proprio nel settore della Sanità.

Il problema non è di secondo piano, poiche il neo presidente Toma, candidato, salvo sorprese governative, alla sostituzione di Frattura, ha già fatto sapere che alcuni atti andranno rivisti, corretti se non cassati. Intanto, in attesa che il vecchio, o il nuovo governo nazionale, intervengano, contiuniamo a tenerci Frattura alla sanità come certi quadri di parenti trapassati che continuano a guardarci dalla cornice con un sorriso beffardo.

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