Io non rischio è una campagna di comunicazione nazionale sulle buone pratiche di protezione civile. Ma ancora prima di questo, Io non rischio è un proposito, un’esortazione che va presa alla lettera. L’Italia è un paese esposto a molti rischi naturali, e questo è un fatto. Ma è altrettanto vero che l’esposizione individuale a questi rischi può essere sensibilmente ridotta attraverso la conoscenza del problema, la consapevolezza delle possibili conseguenze e l’adozione di alcuni semplici accorgimenti. E attraverso conoscenza, consapevolezza e buone pratiche poter dire, appunto: “io non rischio”.

Io non rischio è anche lo slogan della campagna, il cappello sotto il quale ogni rischio viene illustrato e raccontato ai cittadini insieme alle buone pratiche per minimizzarne l’impatto su persone e cose. E in questo caso il termine slogan, che in gaelico significa “grido di battaglia”, è particolarmente appropriato: è la pacifica battaglia che ciascuno di noi è chiamato a condurre per la diffusione di una consapevolezza che può contribuire a farci stare più sicuri.

COME NASCE

Il sistema più efficace per difendersi da un rischio è conoscerlo. Questo tipo di conoscenza, per essere realmente utile, di solito comporta un livello di approfondimento che difficilmente può essere comunicato con un semplice spot radiofonico o televisivo.

L’ideale, per un cittadino, sarebbe poter parlare con qualcuno capace di raccontargli tutto quello che occorre sapere sul terremoto, sul maremoto o su qualsiasi altro rischio, magari incontrandolo direttamente nella sua città, in piazza, un sabato o una domenica mattina. Ed è qui che si è accesa la lampadina: i volontari di protezione civile!

Le associazioni di volontariato di protezione civile sono presenti in tutta Italia. I volontari vivono e operano sul proprio territorio, lo conoscono e a loro volta sono conosciuti dalle istituzioni locali e dai cittadini. Chi meglio di loro per fare informazione sui rischi che su quel territorio insistono?

Da questi presupposti è nata l’idea originaria di Io non rischio. Formare i volontari di protezione civile sulla conoscenza e la comunicazione del rischio per poi farli andare in piazza, nella loro città, a incontrare i cittadini e informarli. Un’idea concepita e proposta da Anpas e subito sposata dal Dipartimento della Protezione Civile, dall’Ingv e da ReLuis, e poi progressivamente allargata ad altre associazioni di protezione civile. Perché se è vero che le idee camminano con le gambe delle persone, per un’idea come questa di gambe ce ne vogliono davvero tante.

Sperimentazione del Progetto “Io Non Rischio Scuola”, anno 2018. Progetto del Dipartimento Naz. della Protezione Civile, condiviso dalla Protezione Civile della Regione Molise con il coinvolgimento della Direzione Scolastica Regionale,  per la divulgazione della cultura di Protezione civile. Anche la Regione Molise ha aderito al progetto sperimentale del DPC, Io NoN Rischio Scuola, individuando il Plesso di San Giuliano di Puglia come sito nel quale Sperimentare il Progetto. Il progetto si rivolge ai bambini della scuola primaria, in particolare alle classi 3^, 4^ e 5^. Le Attività si sono svolte in tre giornate, 26 Aprile, 4 maggio e il 17 maggio ( giornata conclusiva). Lo scopo del Progetto è la conoscenza dei rischi del territorio e le misure di autoprotezione tramite una serie di attività, sotto forma di giochi,  proposti e gestiti in aula dai volontari della protezione civile, in stretta collaborazione con la Dirigenza Scolastica Regionale e gli insegnanti.

Hanno collaborato al Progetto:

USR: dirigente Regionale  drssa Anna Paola Sabatini

Referente progetto USR, drssa Maria Antenucci

Regione Molise – Servizio Prot Civile: Dirigente, arch G. Pitassi;

Funzionario Prot. Civile regionale, Referente Progetto: dott. Angelo Del Gesso;

Volontari pc Formatori: Roberta Laurenzi( croce Rossa Italiana)

Christian Rossi( ODV Pc Tagliacozzo);

Referente Progetto Plesso Scolastico San Giuliano di Puglia, maestra Simone Clementina.

Dipartimento Nazionale PC: referenti Progetto: dr. Ascanio Cosolo e drssa Alessandra Trincia.

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