Nulla da dire, Toma, per lo meno a livello nazionale, ha cominciato col piede giusto, o meglio con le parole giuste. Ha infatti chiarito davanti a tutti, in parlamento, che la nostra regione sconta un handicap pesantissimo, la fuoriuscita dall’Obiettivo Uno, e non ha più la possibilità di accedere a tutti i fondi europei previsti per le zone a scarso sviluppo, come tutto il Sud d’Italia, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna.

Per questo motivo, ha bisogno che il Parlamento sblocchi gli avanzi di amministrazione del bilancio regionale. «Il Molise ha problemi serissimi in materia di infrastrutture, strade, ferrovie, collegamenti telematici – ha detto Toma – questo non ci permette di progredire, non ci permette di riprendere quella marcia che in passato ci ha fatto transitare dall’Obiettivo Uno alla fase di transizione in materia di contributi europei; per questo – ha concluso – chiederei un’attenzione particolare affinchè vengano sbloccati gli avanzi di amministrazione».

In sostanza il nuovo governatore del Molise, in fase di audizione parlamentare, con le commissioni congiunte di Camera e Senato, per la predisposizione del def, documento di programmazione economico finanziaria pluriennale dello Stato, ha chiesto l’immediato sblocco degli avanzi di amministrazione, perchè occorrono interventi urgenti per far ripartire la complessa macchina della spesa pubblica regionale».

Per qualcuno potrebbe sembrare l’ennesimo appello a mandare più fondi pubblici ad una regione in difficoltà. Così non è, perchè gli avanzi di amministrazione sono soldi che il Molise ha già in cassa, ma non può spendere per i vincoli di bilancio imposti dal Governo centrale.

Comunque non è questo il punto, il fatto nuovo, potremmo dire rivoluzionario, è che, finalmente un presidente della regione Molise ha avuto il pelo sullo stomaco di andare a Roma e far notare in parlamento la discriminazione economica in cui da anni vive il Molise. Con un Pil pro capite inferiore a quello della Basilicata e di tante altre regioni del sud, è uscito dall’Obiettivo Uno, mentre la Basilicata, per fare un esempio, è rimasta dentro.

Le regioni inserite nell’Obiettivo Uno sono quelle che drenano la maggior parte delle risorse europee.

Il solo fatto che Donato Toma lo abbia detto, a dispetto delle enunciazioni trionfaliste del fu governo Frattura, che parlava quotidianamente di un Molise in ripresa, rispetto al Sud, dimostra che con i numeri e con la realtà dei fatti il nuovo presidente del Molise ha più dimestichezza di chi lo ha preceduto.

E già questo è un buon inizio. Farsi sentire a Roma è imprescindibile per superare il divario infrastrutturale che taglia fuori il Molise dalle direttrici dello sviluppo nazionale.

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