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Apertura - Attualità - Evidenza - Politica - QD - Regione - 7 Maggio 2018

Premi di fine mandato, è partito l’ultimo assalto alla diligenza. In una settimana già spesi dalla Regione 251 mila euro

di PASQUALE DI BELLO

Archiviata la XI legislatura, quella a targa Frattura, è immediatamente partito l’ultimo assalto alla diligenza. Questa volta il bottino è rappresentato dal Premio di fine mandato, un privilegio odioso che alcuni tra i consiglieri uscenti non rieletti, o non ricandidati, si sono immediatamente precipitrati ad azionare. Parliamo, per il momento, dei consiglieri Di Pietro, Di Nunzio, Ciocca, Ioffredi ai quali si aggiungono i componenti della Giunta, Carlo Veneziale e, dulcis in fundo, il Presidente, Paolo di Laura Frattura.

A prevedere la paghetta della staffa, è la legge regionale 10 del 2013, uno dei primi provvedimenti dell’amministrazione Frattura. La misura del premio è pari ad una mensilità dell’indennità di carica lorda per ogni anno di servizio svolto, sino al massimo di dieci anni. l’indennità è pari a 6mila euro mensili. Già la terminologia adottata dalla burocrazia regionale genera raccapriccio, laddove si utilizzano le espressioni premio” e “lavoro svolto” che, normalmente, sono da riferire a chi consegue una vittoria in qualche campo oppure sgobba a tre turni in fonderia. Ma non si tratta in questa sede di riproporre la solita e trita polemica sui costi della politica che ormai tutti conoscono. Il punto è un altro, ovvero la sproporzione assouta tra i risultati conseguiti ed il premio ricevuto. E’ verosimile credere che i cittadini non batterebbero ciglio qualora a cospicue indennità corrispondesse una amministrazione eccellente della cosa pubblica, qualora funzionassero i servizi, le aziende prosperassero e i lavoratori non subissero la piaga della disoccupazione e le famiglie quella della povertà. Insomma, se il Molise fosse l’Islanda, nessuno parlerebbe. E invece noi ci ritroviamo a liquidare un premio a chi ha amministrato la regione a trotterello di cane, producendo disastri in ogni campo: dalla Sanità alle infrastrutture, dall’industria alla cultura passando per tutto il resto. Quello che sorprende, oltre a questo, è, come dire?, la voracità e la precipitazione con le quali è partito l’assalto alla diligenza. Il giorno 27 aprile, avvero a soli cinque giorni dalle elezioni del 22, il primo a partire con la richiesta di premio è stato l’ex consigliere Di Pietro, a cui vanno per sei anni in regione 36mila euro. A seguirlo, sempre lo stesso giorno, sono l’ex assessore Veneziale, anche lui a quota 18mila, l’ex consigliere Di Nunzio che, si sa, essendo un timido, e incassa soli 30mila euro. L’Hit Parade risale con l’ex consigliere comunista Ciocca che si aggiudica 36mila euro. Dopo l’infornata del 27, il 30 aprile è l’ex consigliere Ioffredi a passare dalla cassa: a lui vanno 30mila euro. L’ultimo a muoversi, bonta sua, è stato per il momento l’ex Presidente Frattura che ha bussato al bancomat regionale solo il 5 maggio quando, probabilmente, qualcuno gli ha spiegato che era stato sfrattato da via genova. A lui vanno 36mila euro. Quello più sveglio della compagnia, è stato però l’ex assessore Petraroia che, addirittura, si è mosso a marzo e così, mentre fiorivano i mandorli e i cigliegi, per lui fioriva l’albero degli euro. A lui vanno 65mila bigliettoni. Per ora, si fa per dire, è tutto.

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