di GIOVANNI DI TOTA

I militanti si guardano negli occhi e si interrogano su quello che sarà il futuro per il maggiore partito della sinistra. Fino a un anno fa il primo partito italiano. Lo sguardo smarrito di quella che un tempo si chiamava la base, però, pare non riesca più a intercettare quello della classe dirigente del partito democratico che, invece, continua a fissare un orizzonte che non esiste, e che si è sgretolato sotto i colpi degli elettori alle politiche del 4 marzo e alle regionali del Molise e del Fiuli.

La direzione nazionale chiamata a dettare la linea del partito ha risposto all’unanimità, una parola che al Nazareno non risuonava da mesi. Ma l’impressione degli analisti, posto che è stata bocciata l’ipotesi di un’apertura al Movimento cinque stelle, è che si sia trattato di una trergua armata e di una sostanziale vittoria dei renziani.

La resa dei conti nel Pd non c’è stata, ma la polvere, dicono in molti, è cioè le sconfitte rimediate nelle ultime consultazioni, è finita sotto il tappeto. Tutto rinviato alla fase congressuale, dicono anche i rappresentanti molisani che hanno partecipato. Laura Venittelli, presidente regionale del Pd, Paolo Frattura, governatore uscente e Micaela Fanelli, segretaria dimissionaria e a fine mandato. Tre leader locali del partito ormai su posizioni distantissime, che a Roma si sono ritrovati a votare la relazione Martina.

E se a Roma diventano decisive la formazione del governo e le indicazioni del Quirinale, in Molise lo snodo sarà la proclamazione degli eletti. Non mi ricandido alla guida del partito, ha precisato Micaela Fanelli, ma spero, ha aggiunto, che il Pd e il centrosinistra ritrovino un clima diverso e viaggino uniti come è accaduto alla direzione nazionale.

Sulla sconfitta elettorale, Fanelli ammette la sconfitta del centrosinistra ma parla di una tenuta sostanziale del partito. Tuttavia il voto del 22 aprile, che secondo Laura Venittelli è stato una catastrofe, verrà analizzato dall’assemblea regionale che la presidente convocherà il 20 maggio. Frattura, indicato da più parti come la causa principale del tracollo, ha interrotto da qualche tempo i rapporti con la segrearia sindachessa che lo avrebbe scaricato nel momento decisivo.

Ancora presto per indicare i favoriti alla segreteria. Laura Venittelli, Carmela Lalli, Vittorino Facciolla hanno già cominicato a muovere le truppe. Ma se la classe dirigente del pdo continua a guardarsi l’ombelico e a voltare lo sguardo per non incrociare gli occhi della gente comune, oggni generale rischia di rimanere seduto a cavallo senza avere più un esercito

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