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venerdì, Marzo 1, 2024

Sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale: a chi tocca?

AperturaSottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale: a chi tocca?

di PASQUALE DI BELLO

In attesa della proclamazione degli eletti, che avverrà tra la fine di questa settimana e la prossima, il dibattito politico continua a ruotare sulla possibile composizione della Giunta regionale. Il presidente Toma per il momento non si è sbottonato, proprio in attesa che il risultato dello scorso 22 aprile venga ufficializzato.

Oltre alla Giunta che, salvo sorprese, dovrebbe vedere la rappresentaza dei partiti maggiormente votati, il nuovo assetto istituzionale si comporrà di una nuova figura creata tra la fine del 2017 e gli inizi del 2018, quella del sottosegretario alla Presidenza della Giunta, introdotta attraverso una riforma dello Statuto regionale e quindi sottoposta ad una doppia lettura e ad una doppia votazione. A proporla, all’epoca, fu l’ex presidente del Consiglio regionale, oggi riconfermato a palazzo D’Aimmo, Vincenzo Niro.

Quello del sottosegretario sarà un ruolo di raccordo tra la Giunta regionale ed il Consiglio, quest’ultimo letteralmente svuotato di poteri e svilito nel ruolo durante l’era Frattura. Basti pensare, in questi termini, all’intera vicenda legata alla riforma sanitaria, una materia che il presidente uscente ha gestito in solitaria ed al più assistito dai burocrati locali e nazionali ma senza alcun confronto di natura politica. Proprio per evitare che il Consiglio venga messo nell’angolo e derubricato esclusivamente ad organo di ratifica delle decisioni di Giunta e presidenziali, si è pensato di creare la nuova figura. Il ruolo di sottosegretario spetterà ad uno dei consiglieri eletti, non essendo previsto il ricorso ad esterni, e per esso non è previsto alcun meccanismo di sostituzione in Consiglio regionale come invece la legge prevede per gli assessori.

In realtà l’idea non è nuova. A lanciarla, nel 2007, fu l’allora governatore Michele Iorio, che all’epoca nominò in quel ruolo il consiglire di Forza Italia, Tony Incollingo. Tuttavia la nomina, proprio perché non prevista dallo Statuto di allora, venne giudicata illegittima dalla Corte Costituzionale su ricorso del governo allora presieduto da Romano Prodi. Frattura, dal suo canto, cercò di sistemare le cose in maniera tartufesca, inventandosi attraverso il PD una “cabina di regia” affidata all’epoca al consiglier Francesco Totaro il quale, ad onor del vero, resosi contro che la regia avrebbe riguardato un film dell’orrore lasciò cadere la cosa.

Adesso invece si fa sul serio, le carte sono a posto, e tutto è pronto per la scelta del sottosegretario sulla quale, vi è da credere, influiranno anche gli accordi per la formazione della Giunta. In una logica di pesi e bilanciamenti, potrebbe essere per molti una carta da giocare. Ma bisognerà attendere. Sulla Giunta tutto tace, tranne una indiscrezione che vorrebbe Fratelli d’Italia in pole position per la vice presidenza della Giunta. In tal senso esisterebbe un documento firmato già in occasione delle elezioni politiche dal Tavolo nazionale.

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