Sin dalle prime ore del mattino si è registrato un buon numero di presenze, aumentate notevolmente con il passare delle ore. Il primo maggio non si scappa: tantissime persone, provenienti dai paesi ai piedi del Matese, ma anche dal resto della regione, si danno appuntamento a Santa Maria del Molise per la festa patronale dedicata ai santi Maria, Filippo e Giacomo. Una devozione antica, le cui origini risalgono al XVIII secolo e si intrecciano con la storia della chiesa, fondata da un eremita. Al di là dell’aspetto religioso, Santa Maria del Molise richiama tanta gente, in questo giorno di festa, anche per altri motivi. Intanto si ha la possibilità di trascorrere una giornata piacevole in uno scenario ambientale unico, dominato dalla presenza dell’acqua. E poi è d’obbligo fare un giro fra le tante bancarelle. Anche questa fiera – nata per favorire lo scambio di bestiame – ha origini antichissime. Alcuni studiosi la fanno risalire addirittura all’epoca sannita. Era un punto d’incontro molto importante, proprio per via della ricchezza d’acqua. Il baratto era la norma, poi con la modernità le cose sono cambiate. Di animali se ne trovano ben pochi. La fiera è diventato più che altro un passatempo. Si può comprare di tutto, compresa la “scapece”. In paese fino a qualche decennio fa se ne vendeva tantissima. Ora anche questa tradizione va lentamente scemando. Ma non l’importanza della festa.

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